Economia e Lavoro

Dl Lavoro promosso dalle associazioni datoriali, ma con molte osservazioni

 

Il Dl Lavoro, definito da Giorgia Meloni, Primo Maggio, è stato largamente condiviso dalle associazioni datoriali, anche se con alcune riserve e molte osservazioni. Andiamo a vedere nel dettaglio le varie sfumature delle sigle che si sono espresse sul provvedimento.

 

Dl Lavoro: Sangalli (Confcommercio), bene decreto, misure importanti su giovani e donne

“Valutiamo positivamente il nuovo ‘Decreto del 1° maggio’, sottolineando l’importanza delle misure adottate per il mercato del lavoro, in particolare gli interventi volti a incentivare l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro di giovani e donne. E sono apprezzabili le disposizioni relative al ‘salario giusto’ che rispettano e riconoscono il ruolo insostituibile delle organizzazioni comparativamente più rappresentative – che da sempre determinano i trattamenti economici con la contrattazione collettiva – e valorizzano il ruolo delle parti sociali nel contrasto al dumping contrattuale”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sul Dl lavoro approvato oggi dal Governo.

Dl Lavoro: Confesercenti, ok a impegno su principio giusto salario

“Per la prima volta si tenta di introdurre il principio del giusto salario come strumento per contrastare il dumping contrattuale, come chiediamo da tempo. Se si vuole davvero vincere la sfida del lavoro di qualità, è un passo importante che va nella direzione giusta”. Così Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, commenta il decreto Lavoro approvato in occasione dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto Lavoro. “Guardiamo con favore all’attenzione del Governo sul tema, pur nella consapevolezza che le risorse disponibili restano limitate, così come la durata dei provvedimenti – osserva Gronchi – è però positiva la scelta di ancorare i benefici ai contratti delle organizzazioni comparativamente più rappresentative: il dumping contrattuale sottrae al solo terziario e turismo 1,5 miliardi di euro l’anno. È concorrenza sleale tra imprese, perpetrata ai danni dei lavoratori, e va combattuta con strumenti adeguati. Restano però esclusi dalle misure, ancora una volta, i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori. Una politica del lavoro che si vuole davvero universale, però, non può continuare a ignorare queste categorie. Quando parliamo di lavoro, dobbiamo includere tutte le forme di occupazione”.

Dl Lavoro: Cna, apprezzamento per impegno governo su contratti qualità

La Cna apprezza “l’impegno del governo nel valorizzare il ruolo dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul Piano nazione quale elemento per determinare il salario giusto, che ricomprende tutti gli elementi retributivi e le relative tutele normative”.

La contrattazione di qualità che, “nel sistema di relazioni sindacali dell’artigianato, si contraddistingue per aver garantito retribuzioni in linea con gli andamenti di settore e previsto prestazioni di welfare di bilateralità che concorrono a rafforzare il reddito dei lavoratori dipendenti”. “Condivisibile altresì la scelta di vincolare l’accesso agli incentivi previsti per l’occupazione di donne e giovani, per le imprese fino a 10 dipendenti presenti all’interno del bonus Zes 2.0. – continua Cna – e per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro solo nel rispetto del ‘trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato’ nel rispetto dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di Lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. “Sarebbe auspicabile che, al fine di rendere operativa la previsione normativa, sia istituito un tavolo permanente di confronto con le parti sociali – fa presente Cna – finalizzato a recepire le risultanze delle intese in via di definizione delle Confederazioni maggiormente rappresentative in tema di rappresentanza e rappresentatività. La piena operatività del dettato normativo richiede dunque un necessario adeguamento dello stesso, al sistema di relazioni sindacali e di contrattazione di qualità esistente”. Infine la Cna “accoglie con favore l’invito rivolto alle parti sociali di assicurare continuità nell’adeguamento delle retribuzioni a seguito della naturale scadenza dei Ccnl. Non appare pertanto necessario l’automatismo dell’anticipazione degli incrementi retributivi”.

Dl Lavoro: Confartigianato, ok incentivi, servono misure lungo termine

“Bene gli incentivi. Ma servono misure a lungo termine e senza limiti d’uso per le Pmi”. Confartigianato imprese esprime sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel decreto Lavoro approvato oggi dal consiglio dei ministri. “In particolare – continua Confartigianato – bene le norme che intervengono in tema di incentivi alle assunzioni, in quanto mirano a sostenere l’occupazione stabile, così come l’incentivo per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato a sostegno dell’occupazione giovanile”. “Vengono, tuttavia, introdotti alcuni limiti alla fruizione dei benefici che rischiano di condizionarne l’effettivo utilizzo soprattutto per le imprese di piccola dimensione – rileva Confartigianato – auspicio della Confederazione è di poter contare su misure con un orizzonte temporale più ampio per una più certa prospettiva di programmazione. Positivo il giudizio di Confartigianato sulla conferma della centralità dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative nella determinazione dei salari”. “La contrattazione collettiva di qualità rappresenta infatti un elemento di stabilità fondamentale, utile a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale”, osserva Confartigianato che “ritiene tuttavia opportuno che la legge non introduca rigidità volte a comprimere spazi importanti della autonomia negoziale nella delicata materia dei rinnovi contrattuali e dei periodi di carenza”.

Dl Lavoro: Confcooperative, organizzazioni strumento principe contratti

“Le organizzazioni comparativamente più rappresentative, sindacati e associazioni datoriali, sono e restano lo strumento principe per garantire trattamenti economici equi e per contrastare efficacemente il dumping contrattuale”. Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in attesa di leggere il testo sulle misure presentate dalla premier Meloni e contenute nel nuovo decreto Lavoro. “Riconoscere e valorizzare questo ruolo – osserva Gardini – significa rafforzare un sistema di relazioni industriali maturo e responsabile, che non ha bisogno di supplenze legislative per tutelare i lavoratori”.

Dl Lavoro: Legacoop, direzione giusta ma serve definire criteri rappresentanza

“Collegare i benefici per assunzioni, conciliazione vita lavoro, lavoro delle donne e dei giovani alla contrattazione di qualità è sicuramente un fatto positivo. Tuttavia, al positivo riferimento alla contrattazione comparativamente più rappresentativa, e alle specifiche forme di impresa come la cooperazione, non segue né un riferimento al decreto legislativo 81 del 2015, né una più puntuale e precisa definizione della rappresentanza sindacale e datoriale”. A dirlo è Simone Gamberini, presidente di Legacoop, commentando il Decreto Lavoro approvato ieri in Consiglio dei Ministri. “Il passo avanti c’è sicuramente – prosegue Gamberini – e pare andare nella direzione indicata da noi insieme alle associazioni datoriali più importanti, così come il riferimento al trattamento economico complessivo per l’individuazione del salario dignitoso ai sensi dell’articolo 36 della nostra Costituzione: speriamo solo che questo percorso non si interrompa. Da parte nostra, insieme alle altre associazioni datoriali e a Cgil, Cisl e Uil vogliamo proseguire il confronto per una definizione di criteri certi e credibili per il calcolo della rappresentanza, anche da offrire al Legislatore per un eventuale intervento in materia”. “Gli incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, per l’assunzione di giovani, di donne e lavoratori in ambito ZES – conclude il presidente di Legacoop – sono sicuramente interventi importanti e significativi che andrebbero però inseriti in un quadro strutturato di sostegno e promozione di medio e lungo termine, che agganci anche il tema della produttività, vero nodo irrisolto del nostro sistema paese”.

Red

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