La guerra di Putin

Drone ucraino cade su sito nucleare russo. 3500 missili USA a Kiev, paga la UE mentre i russi avanzano

Un incendio è scoppiato sabato notte  nell ‘area della Centrale nucleare di Kurk  dopo che le difese aeree  hanno abbattuto un drone ucraino.  Il “dispositivo è esploso” al momento dell’impatto con la centrale nucleare di Kursk (ovest), provocando un incendio che “è stato domato dai vigili del fuoco”, si legge in un comunicato pubblicato su Telegram. Non sono state segnalate vittime o feriti, ma la capacità della centrale è stata ridotta. “Il livello di radioattività nel sito della centrale nucleare di Kursk e nell’area circostante non è cambiato e corrisponde ai valori naturali”, prosegue la nota. La stampa russa bolla questo attacco come una “provocazione” a ridosso  degli incerti sviluppi del processo di pace, ricordando che nell’agosto dello scorso anno le Forze armate ucraine hanno invaso la regione di Kursk con l’obiettivo di impadronirsi della centrale nucleare di Kurchatov. Oggetto dell’attacco. L’altra notizia che non faciliterà i negoziati è che ‘amministrazione Trump ha approvato questa settimana la vendita all’Ucraina di 3.350 missili con una gittata fino a 450 km, come lo riporta il Wall Street Journal, citato dai media ucraini. Si tratta di un pacchetto da 850 milioni di dollari, finanziato in gran parte dai Paesi europei, per la vendita di missili SM-6 ERAM (Extended Range Active Missile), che sono in grado di colpire non solo aerei e missili da crociera, ma anche missili balistici e possono essere utilizzati contro navi nemiche. Le  forze armate russe nel frattempo hanno conquistato la parte occidentale di Konstantiniyvka, nel distretto di Pokrovsk ( i russo Kramatorsk) nell’oblast di Donetsk dopo aver  raggiunto la periferia orientale della città, la più meridionale delle roccaforti che costituiscono la “linea fortificata” ucraina di quell’Oblast. In questa sezione del fronte lunga 200 chilometri, i russi erano già penetrati il 26 luglio nel centro abitato  e stanno progressivamente chiudendo le “sacche” di Pokrovsk e Kostantinivka. Secondo fonti militari americane I russi  non mirerebbero a penetrare in profondità dietro le linee ucraine, ma piuttosto ad attirare le forze di Kiev in un punto specifico per indebolire il fronte con lo scopo di annientare le forze nemiche.  Inoltre costanti bombardamenti  impossibile per gli ucraini organizzare un  contrattacco, aspetto che spiegherebbe il limitato impatto del tentativo di respingere i russi dal saliente e la rapida ripresa dell’avanzata russa verso nord.In realtà tale pressione generalizzata da parte dei russi sembra già essere in atto non solo su tutti i settori della regione di Donetsk, ma si intensificano infatti gli attacchi su tutto il fronte di Zaporizhia, dove gli ucraini temono da tempo una grande offensiva russa. A supporto delle offensive lungo la prima linea e in risposta ai continui attacchi dei droni ucraini contro raffinerie e obiettivi energetici sul territorio russo, Mosca ha rafforzato gli attacchi nelle retrovie ucraine prendendo di mira depositi di carburante, infrastrutture energetiche, aeroporti, bassi logistiche e stabilimenti dell’industria della Difesa ucraina. infittito. Nella serata di sabato le autorità russe di San Pietroburgo e Mosca hanno annunciato attacchi di droni ucraini. L’aeroporto di Pulkovo (San Pietroburgo) aveva temporaneamente sospeso le operazioni a causa della minaccia e decine di voli hanno subito ritardi.  La regione della ex Leningrado ha inoltre avvertito di possibili rallentamenti della connessione internet mobile, interruzioni solitamente dovute all’impiego di sistemi di disturbo elettronico anti-drone.

GiElle

Nella foto, in una immagine di repertorio, la centrale nucleare russa di Kurk

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