Esteri

Elezioni della Duma, in Russia partiti tradizionali in crisi. Fuga di voti verso nuovi soggetti politici

Grandi partiti in crisi e fuga di voti verso le nuove formazioni politiche, che per la prima volta farebbero ingresso alla Duma di Stato. È lo scenario emerso dal confronto tra i politologi della Federazione Russa riuniti dal CRRP di Mosca (Centro per lo sviluppo della politica regionale), in vista delle elezioni per il rinnovo della camera bassa del parlamento che si terranno dal 14 al 17 settembre. Tre, in particolare, i partiti che si candidano a superare la soglia di sbarramento del 5% (Nuova Gente, Partito dei pensionati e Verdi), mentre il filogovernativo Russia Giusta-Per la verità potrebbe sorpassare il Partito Comunista e diventare la seconda forza del paese. Calo possibile anche per Russia Unita, il partito del presidente Putin, che vedrebbe defluire il voto dei giovani e dell’elettorato metropolitano verso le nuove formazioni.
Guai peggiori per il Partito Liberal Democratico di Vladimir Zhirinovsky, che rischierebbe di venire escluso nella nuova composizione. Un quadro che, se confermato, vedrebbe profondamente trasformata sia la mappa politica della maggioranza che quella dell’opposizione. “Quello che arriverà alle urne sarà un elettorato particolarmente arrabbiato – afferma Sergei Konovalov, commentatore politico del quotidiano indipendente Nezavisimaya Gazeta – e per la prima volta i partiti non parlamentari e le piccole formazioni potrebbero ottenere i voti necessari per fare ingresso alla Duma”.
Segno di una forte richiesta di cambiamento da parte di un elettorato disilluso e irritato dalla “vecchia” politica. “Il mondo sta cambiando molto rapidamente, ma i grandi partiti si mostrano del tutto obsoleti e inadeguati a interpretare questo momento storico” commenta Ilya Grashchenkov, presidente del centro studi moscovita.
Secondo l’analista, la moltitudine crescente di elettori che lamentano la mancanza di democrazia potrebbe favorire il successo del “conservatorismo dinamico”, rappresentato in particolare dal Partito dei pensionati, e di Nuova Gente, partito di stretta ispirazione liberale.
A queste due liste andrebbero i voti dispersi di Russia Unita, il partito di governo, che pagherebbe così la sua scarsa attenzione all’elettorato più giovane e ai residenti delle grandi città. Anche l’analista Igor Mintusov (Associazione europea dei consulenti politici), prevede una prossima polarizzazione della società russa, dal momento che “un quarto dell’elettorato ritiene che non ci sia abbastanza democrazia nel paese, mentre altrettanti credono ce ne sia troppa. Oggi i vecchi partiti stanno attraversando una crisi di idee e continuano ad offrire all’elettore le stesse cose di 20-30 anni fa”. A soffrire più di altri sarebbe il Partito Comunista della Federazione Russa, da un lato dilaniato da liti interne e dall’altro assediato dalla giustizia ordinaria (il milionario comunista Pavel Grudinin ha dovuto rinunciare alla candidatura per via di conti esteri non dichiarati, Anastasia Udaltsova è stata arrestata lo scorso luglio e Nikolai Bondarenko messo sotto inchiesta dalla Commissione elettorale per diffusione di materiale estremistico). Tutti voti utili per rimpolpare il bottino del partito Russia Giusta-Per la verità, che potrebbe diventare seconda forza politica della Federazione grazie a un profilo più attraente e al passo coi tempi rispetto ai vecchi combattenti post-sovietici. Se infatti i comunisti propongono astrattamente di togliere il potere agli oligarchi, il partito filogovernativo appare in grado di parlare di cose più pratiche, come l’introduzione di un reddito di base, la riduzione del costo dei servizi di pubblica utilità e l’introduzione di una tassa progressiva.
Gli analisti concludono che i due partiti che hanno maggiore possibilità di entrare alla Duma di Stato nel 2021 sarebbero il Partito dei pensionati e il Partito Russo Libertà e Giustizia, mentre Nuova Gente potrebbe invece proporsi come alternativa a Russia Unita, puntando il dito verso i vecchi funzionari corrotti dell’establishment. Ma ciò avverrà solo se fino alla data delle elezioni i nuovi partiti saranno in grado di mantenere costante la comunicazione con il proprio elettorato.
Perché, avvisano, più della metà dei russi che si recheranno alle urne decideranno la propria preferenza solo davanti alla scheda elettorale.

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