“Mi è stato detto che il fatto che il vicepresidente degli Stati Uniti venga qui a dire che Viktor Orban sta facendo un buon lavoro sarebbe un’ingerenza straniera. Ma non è altrettanto quando l’Unione europea minaccia di trattenere miliardi di euro all’Ungheria perché protegge i propri confini? O quando gli ucraini chiudono i gasdotti, causando difficoltà al popolo ungherese?”. Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance parlando al Mathias Corvinus Collegium di Budapest. “L’ingerenza straniera è quando altri governi fanno pressioni e minacciano l’uso di leve economiche per dirvi come votare. E questo, che siate d’accordo o meno con Viktor Orban, è fondamentalmente un attacco alla vostra sovranità”, ha aggiunto. “Gli Usa non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai perché rispettiamo il popolo ungherese e la sua sovranità”, ha concluso.
Di fronte al comizio del Vicepresidente Usa, che forse è poco attrezzato quanto a memoria, comizio con Orban con tanto di endorsment dello stesso Presidente Usa Trump, era inevitabili un intervento, questo poco gradito, dell’Unione Europea. Poi su Orban e per non farsi mancare nulla, anche Meloni
Delusi da Ue mentre Orban e Meloni ci hanno aiutato
“Amiamo l’Europa, la sua cultura e la sua popolazione, gli Stati Uniti sono in qualche modo una ‘nazione figlia’ del continente europeo ma siamo rimasti delusi da molta parte della leadership europea che non sembra davvero particolarmente interessata a risolvere il conflitto” in Ucraina. Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance parlando al Mathias Corvinus Collegium di Budapest. “Abbiamo avuto aiuto da alcuni partner – ha aggiunto – Giorgia Meloni è stata molto utile così come altre capitali europee dietro le quinte ma il più utile è stato Viktor (Orban, ndr) perché ci ha spinto di comprendere entrambe le parti”.
Ungheria: Ue, Vance a Budapest? Elezioni siano scelte solo dai cittadini
“Non commenterò le dichiarazioni rilasciate dal Vicepresidente degli Stati Uniti durante la sua visita in uno Stato membro dell’UE cinque giorni prima delle elezioni nazionali. Posso però affermare che ci impegniamo a garantire che le elezioni rappresentino l’unica scelta dei cittadini europei degli Stati membri in cui si svolgono. Questo è un impegno che abbiamo sempre confermato e dimostrato con tutte le nostre azioni”. Lo ha detto la vice prima portavoce della Commissione europea, Arianna Podestà, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla visita del vicepresidente Usa, JD Vance, a Budapest per sostenere Viktor Orban attaccando anche le istituzioni europee.
“Abbiamo un vicepresidente degli Stati Uniti in visita in uno Stato membro cinque giorni prima delle elezioni. Non commenteremo nello specifico le sue dichiarazioni. Ciò che faremo è confermare che stiamo agendo in modo da garantire che le elezioni siano sempre e solo una scelta dei nostri cittadini e di nessun altro”. “Questo è ciò che hanno fatto i burocrati europei: definire un quadro solido per garantire che le elezioni restino nelle mani dei nostri cittadini, perché se lo si guarda, e se si guardano le preoccupazioni che abbiamo, sono giustificate”, aggiunge il portavoce Thomas Regnier, rispondendo con ironia a una domanda sulla possibile manipolazione nelle elezioni. “Chi sta mettendo a tacere le voci politiche? Le sue piattaforme online. Chi sta manipolando gli algoritmi? Ancora una volta, le piattaforme online. Chi sta aumentando la visibilità del proprio candidato preferito? Le piattaforme online. E noi rimettiamo la palla dove deve stare con il DSA, e grazie a queste elezioni, l’interferenza delle piattaforme online in Europa è praticamente impossibile, perché abbiamo questo quadro normativo in atto”. “Una legge come questa è stata approvata dai nostri Stati membri e ha ricevuto una maggioranza schiacciante anche in Parlamento. Quindi abbiamo l’obbligo legale e il dovere di applicare la legge. Continueremo a farlo perché nelle elezioni, perché in Europa, le elezioni non saranno la scelta delle grandi aziende tecnologiche e dei loro algoritmi”, precisa. L’Ungheria, se Orban sarà di nuovo confermato alla guida di quello splendido Paese, potrebbe prepararsi all’uscita dall’Unione, non perché qualcuno degli Stati membri la caccerà, ma solo perché, probabilmente, Orban potrebbe scegliere altre strade.
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