Energia e Sostenibilità

Energia: crisi infinita, prezzi di gas e luce saliti fino al 100% in più

di Tommaso Tetro (*)

 

Energia, piccola storia di una crisi infinita con costi in salita ormai dal 2022. I prezzi di gas e luce hanno avuto un incremento fino al 100% in più rispetto a quattro anni fa. Messi insieme gli aumenti per il solo mese di marzo – dovuti al nuovo choc della guerra all’Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz – si stima che gli extra-costi possano aggirarsi intorno al miliardo in più, mezzo miliardo per il gas e mezzo miliardo per il petrolio. E’ netta l’analisi dell’Enea sul sistema energetico italiano per l’intero 2025. Nello studio si mette in evidenza anche una lieve crescita delle rinnovabili dell’1%, anche se bisogna registrare un divario dagli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) del meno 20%.

 

I prezzi del gas e della luce sono elevati, tanto che il gas è a +70% e la luce a +100% rispetto al periodo pre-crisi del 2022. Secondo lo studio la situazione è stazionaria per le emissioni e i consumi energetici in Italia nel 2025; si registra una stabilità ai valori dell’anno precedente, in linea con l’intera Ue. I dati preliminari del primo trimestre 2026 vedono invece le emissioni di CO2 e i consumi di energia in calo entrambi dell’1%.

 

“I consumi finali di energia dell’Unione europea sono fermi ai livelli del 2023, mentre in Italia risultano leggermente superiori – spiega Francesco Gracceva che cura l’analisi Enea – ora, per raggiungere il target dell’Energy efficiency directive (Eed) nell’Europa a 27, occorrerebbe un calo dei consumi del 3% medio annuo mentre per centrare l’obiettivo fissato dal Pniec in Italia servirebbe una diminuzione inferiore al 2% all’anno”.

 

Nel 2025 i consumi sono in aumento per il gas, a +2%; questo per via delle temperature più rigide e per una maggiore domanda da parte delle centrali elettriche. Invariati i consumi di petrolio nei trasporti ma calano nella petrolchimica. Crolla il carbone (-16%), tornato ai minimi termini nella generazione elettrica. Pur in aumento di 1 punto percentuale, la quota di rinnovabili sui consumi finali si ferma a poco più del 20% quando invece sarebbe previsto il 25% nel Pniec. A crescere è stato soprattutto il fotovoltaico (+25%), che genera più di un sesto della produzione elettrica totale. Sul fronte prezzi appare consolidato sui massimi storici lo spread con altri mercati europei, dai 116 euro al Megawattora dell’Italia ai 65 euro al Megawattora in Spagna e ai 61 euro al Megawattora in Francia.

 

“Uno scenario energetico sostanzialmente immobile – osserva Gracceva – che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e in particolare dal blocco dello Stretto di Hormuz. Solo per il mese di marzo si stima che il costo del gas importato possa superare ampiamente i 2 miliardi di euro, almeno mezzo miliardo in più del costo che si sarebbe registrato al prezzo medio dei precedenti 12 mesi. Anche nel caso del petrolio una stima conservativa porta a un extra-costo delle importazioni di oltre mezzo miliardo di euro”. L’Enea parla di “estrema difficoltà della transizione energetica italiana”; cosa che viene “confermata dal nuovo minimo storico dell’indice Enea ‘Ispred’ (Indice sicurezza energetica, prezzi energia, decarbonizzazione), in calo del 30% rispetto al 2024, con forti criticità sul lato della decarbonizzazione”. Per raggiungere il target 2030 fissato dal Pniec, “sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% per ciascuno dei prossimi cinque anni – rileva ancora Gracceva – la transizione italiana risulta fuori traiettoria sia per il petrolio (+2% rispetto -5% degli obiettivi Pniec) che per le rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti, dove sono arrivate a coprire solo il 10% dei consumi contro il 15% atteso”.

(*) La Presse

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