Nel periodo gennaio-maggio 2025, le entrate tributarie erariali complessive, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 217.129 milioni di euro, con un aumento di 6.345 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,0%). È quanto si ricava dal bollettino, dalle appendici statistiche e dalla nota tecnica, online sul sito del dipartimento delle Finanze del Mef.
In particolare, le imposte dirette si attestano a 116.868 milioni di euro (+2.892 milioni, pari a +2,5%) e le imposte indirette risultano pari a 100.261 milioni di euro (+3.453 milioni, pari a +3,6%).
Imposte dirette
Il gettito Irpef, che si è attestato a 95.908 milioni di euro (+12 milioni), riflette l’andamento altalenante di alcune componenti. Infatti, mentre le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi, segnano un +9,4% e quelle a titolo di acconto applicate ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta, un +30,2%, le altre, vale a dire le ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato e su quelli dei dipendenti pubblici, flettono rispettivamente dello 0,2% e del’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Calano anche i versamenti in autoliquidazione di 11,9 punti percentuali.
Riguardo all’Ires, risultata pari a 3.182 milioni di euro (-360 milioni di euro, pari a -10,2%) va fatto lo stesso discorso, anche se in questo caso prevalgono i segni negativi. Nel dettaglio, dall’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale sono affluiti 8.424 milioni di euro (+395 milioni di euro, pari a +4,9%); dalle ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito, invece, è risultata una diminuzione del 17,9% e dalla sostitutiva su interessi e premi di obbligazioni e titoli similari dell’8,3 per cento
Da segnalare a parte è l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze, che evidenzia un gettito pari a 1.687 milioni di euro (+1.299 milioni pari a +334,8%) , mentre il gettito affluito all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione 1.504 milioni di euro (+1.240 milioni) è pari a +469,7%, rispetto allo stesso periodo 2024.
Imposte indirette
Le entrate Iva sono risultate pari a 69.020 milioni di euro (+1.788 milioni, pari a +2,7%). Gli scambi interni hanno generato 61.406 milioni di euro (+1.824 milioni, pari a +3,1%) di cui 7.303 milioni di euro (+634 milioni, pari a +9,5%) sono confluiti dai versamenti delle Pa a titolo di split payment. Dalle importazioni, al contrario, sono stati incassati 36 milioni di euro in meno (-0,5%).
Buone le performance delle imposte di registro (+4,7%) e di bollo (+7%). Meno quelle delle tasse e imposte ipotecarie, che registrano una diminuzione dell’1,2 per cento.
Tra le altre imposte sugli affari, l’imposta sulle assicurazioni raggiunge un +18,8% e i canoni di abbonamento radio e Tv, che risultano pari a 571 milioni di euro (+116 milioni) un +25,5. Vanno giù del 9,4% invece le tasse automobilistiche.
Salgono, in confronto con gli stessi mesi del 2024, l’accisa sui prodotti energetici (+2%), quella sull’energia elettrica (+16%) e l’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano), che ha generato entrate per 957 milioni di euro (+312 milioni, pari a +48,4%).
Le entrate totali relative ai giochi sono risultate pari a 3.326 milioni di euro (+150 milioni, pari a +4,7%), mentre il gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi ha raggiunto un +1,3 per cento.
Infine, tra le altre imposte indirette, quella sulle successioni e donazioni ha fatto registrare entrate per 383 milioni di euro (+21 milioni di euro, pari a +5,8%).
