Esteri

Erdoğan: un duro colpo alle elezioni per i sindaci, cresce l’opposizione laica

Domenica il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha subito un duro colpo, con il principale partito di opposizione del paese che ha vinto un po diffusamente in tutto il Paese.

Il Partito repubblicano popolare (CHP), all’opposizione, ha mantenuto o conquistato le cinque città più grandidel Paese nel voto di domenica, che hanno rappresentato un momento decisivo per l’opposizione  ancora scossa dalla vittoria di Erdoğan nelle elezioni presidenziali del maggio 2023.

 

Il CHP ha visto il suo più grande trionfo a Istanbul, dove Ekrem Imamoğlu è stato rieletto sindaco nella  la città più grande d’Europa, che conta il 18% della popolazione turca e un terzo della sua economia.

 

Nel suo discorso pronunciato domenica sera, Imamoğlu ha affermato che i risultati delle elezioni locali avranno grandi implicazioni per il futuro politico del Paese.

“in Turchia sboccerà in una nuova era democratica a partire da domani– detto alle migliaia dei suoi sostenitori in piazza – . Il 31 marzo 2024 sarà il giorno in cui finirà il logoramento della democrazia, che  inizierà a riprendersi”.

 

Imamoğlu è visto come unfuturo sfidante di Erdoğanconquistando la città che lo ha catapultato alla ribalta nazionale quando vinse la carica di sindaco a 52 anni. Un risultato simbolico colto dalla stesso Erdogan che ha dichiarato “Il 31 marzo non è la fine per noi, ma un punto di svolta”.

 

Erdogan – in carica come presidente o primo ministro dal 2003 – aveva promesso di riconquistare la città nella quale aveva costruito la sua carriera politica e per questa competizione aveva impegnato ben 17 ministri del sui governo nella campagna a Istanbul.

 

Il CHP ha vinto anche nella capitale della Turchia, Ankara, così come a Izmir, Bursa e Adana, portando il suo sostegno  elettorale al37,4%a livello nazionale.

Il partito islamico AK di Erdoğan è rimasto al 35,7%,perdendo roccaforti conservatrici tra cui Adıyaman, Afyonkarahisar e Zonguldak.

 

Secondo molti osservatori il risultato elettorale suggerisce chei fattori economici hanno prevalso sulla “parare” di politiche identitarie di Erdoğan. Infatti la Turchia è alle prese con un’inflazione alle stelle da diversi anni e, secondo i dati ufficiali, i prezzi continuano ad aumentare del 67%all’anno.

 

Gli elettori conservatori hanno quindi punito l’AKP alle urne per la crisi del costo della vita, mentre il CHP si è espanso oltre le sue roccaforti costiere, aumentando i consensi nel cuore dell’Anatolia turca.

 

E’ probabile che queste elezioni daranno nuovo slancio al al CHP” e consolideranno anche la posizione di Imamoğlu, che in precedenza aveva vinto per due volte la carica di sindaco della città nel 2019, dopo che le autorità avevano annullato la sua iniziale vittoria. Inoltre è l’unico politico che sia riuscito a battere Erdoğan tre volte.

 

Imamoğlu ha conquistato la megalopoli con oltre il 51% dei voti, con il candidato dell’AKP Murat Kurum staccato di quasi 10 punti. Una vittoria a Istanbul — ampiamente considerata un microcosmo della Turchia — avrebbe potuto dare a Erdoğan lo slancio politico e le risorse economiche per andare avanti con il suo obiettivo di modificare la costituzione allo scopo di prolungare il suo mandato.

 

Ma questa volta gli elettori hanno gli hanno dato “il cartellino giallo” aprendo la strada a probabili elezioni nazionali anticipate.

 

GiElle

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