Ischia si conferma anche per l’estate 2026 una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo, grazie a un’offerta che unisce natura, benessere, cultura, archeologia e tradizioni enogastronomiche. La più grande delle isole del Golfo di Napoli custodisce infatti un patrimonio unico, plasmato da quasi tremila anni di storia e da un territorio dove il termalismo, il mare e la cultura si intrecciano in modo indissolubile. Le radici dell’isola affondano nell’antica Pithekoussai, la prima colonia greca d’Occidente, la cui eredità è ancora oggi testimoniata dalla celebre Coppa di Nestore, conservata presso il Museo Archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto. Questo reperto rappresenta una delle più antiche testimonianze della scrittura greca e racconta il ruolo centrale che Ischia ebbe negli scambi commerciali e culturali del Mediterraneo antico. Il viaggio tra le eccellenze dell’isola può iniziare da Forio, dove sorgono i Giardini Ravino, una delle realtà botaniche più importanti d’Europa dedicate alle piante succulente. Il parco nasce dalla passione del Capitano Giuseppe D’Ambra, ex comandante di lungo corso che, seguendo l’esempio del padre Antonio, ha dedicato gran parte della sua vita alla raccolta di cactus e piante provenienti da ogni parte del mondo. Grazie ai numerosi viaggi compiuti nei cinque continenti, D’Ambra ha trasformato un antico vigneto abbandonato in una straordinaria oasi di biodiversità che oggi ospita migliaia di esemplari tra specie rare e cactus monumentali. Dal 2005 il progetto è portato avanti dai figli Luca e Chris D’Ambra, che continuano a valorizzare questo luogo nel segno della sostenibilità ambientale e della tutela del paesaggio. Oggi i Giardini Ravino rappresentano un punto di incontro tra natura, cultura e benessere, particolarmente suggestivo al tramonto, quando il sole si immerge nel mare tingendo il cielo di Forio di colori spettacolari. Poco distante si trova la baia di Sorgeto, uno dei luoghi simbolo del termalismo ischitano. Qui le sorgenti termali sgorgano direttamente dal fondale marino, creando piscine naturali tra gli scogli dove è possibile fare il bagno durante tutto l’anno. Nelle vicinanze si trova anche il borgo di Sant’Angelo, antico villaggio di pescatori che ha conservato il proprio fascino diventando una delle località più eleganti e caratteristiche dell’isola. L’anima termale di Ischia si esprime anche lungo la spiaggia dei Maronti, nella zona delle fumarole. Qui il calore geotermico proveniente dal sottosuolo riscalda naturalmente la sabbia, utilizzata da secoli per le tradizionali sabbiature calde. Questo fenomeno naturale è legato anche a una curiosa tradizione gastronomica che sfrutta il calore della terra per cuocere uova e altre specialità della cucina locale. Proseguendo verso Barano si incontra il Parco delle Ninfe Nitrodi, immerso nel verde e famoso per le sue sorgenti dalle caratteristiche uniche. A differenza delle altre acque termali dell’isola, quelle di Nitrodi sgorgano a temperature più basse e sono conosciute fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche, particolarmente apprezzate per la cura della pelle. Il percorso conduce infine a Ischia Ponte, dominata dal Castello Aragonese, simbolo indiscusso dell’isola. Costruito su un isolotto vulcanico collegato alla terraferma da un ponte in muratura, il castello racconta secoli di storia e continua a rappresentare una delle immagini più iconiche del territorio. Di fronte al Castello Aragonese sorge lo storico Hotel Miramare e Castello, elegante dimora oggi gestita dalla famiglia Calise. Da anni punto di riferimento per un turismo raffinato, l’hotel ha ospitato personalità internazionali del mondo della cultura, dello spettacolo e della musica, mantenendo sempre un’atmosfera di discrezione e autenticità. A guidarne l’accoglienza sono Ciro e Anna Calise, che hanno fatto dell’ospitalità una vera filosofia legata al territorio. Il fiore all’occhiello della struttura è il ristorante La Lampara, affacciato sul Castello Aragonese. Qui lo chef Ciro Calise (nella foto) interpreta la tradizione gastronomica ischitana con uno stile contemporaneo, valorizzando ingredienti locali e ricette identitarie. Tra i piatti simbolo figurano le celebri cozze alla brace e la pasta e fagioli con cozze e pecorino preparata con i preziosi fagioli zampognari, antica varietà autoctona dell’isola. Attraverso queste creazioni, la cucina dello chef racconta l’incontro tra le due anime che hanno plasmato la storia di Ischia: quella marinara e quella contadina.
È proprio questa capacità di coniugare memoria e innovazione a rappresentare l’essenza dell’isola. Dalla natura incontaminata ai tesori archeologici, dalle acque termali alla gastronomia d’autore, Ischia continua a raccontare il Mediterraneo attraverso i suoi paesaggi, la sua storia e i suoi sapori, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e senza tempo.
