Esteri

Flotilla verso le acque palestinesi, aumenta la tensione. Rivelazioni Idf sui rapporti con Hamas

“La Global Sumud Flotilla prosegue nella sua  navigazione verso Gaza e mancano circa 250 miglia all’ingresso nelle  acque palestinesi”. A darne notizia la delegazione italiana del Gobal  movement to Gaza. “Durante il viaggio la flottiglia ha subito attacchi  da parte di droni che hanno causato danni ad alcune imbarcazioni.  Nonostante ciò, la missione continua con determinazione verso le acque  palestinesi” viene sottolineato. Poi il movimento annuncia che “se si  verificheranno ulteriori aggressioni alle imbarcazioni, la popolazione è  pronta a mobilitarsi nuovamente con scioperi e manifestazioni  pacifiche”. La Turchia afferma che sta monitorando “la  sicurezza” della Flotilla diretta a Gaza e che “se necessario” le forze  armate turche sono pronte a fornire attività di soccorso e assistenza  umanitaria, in coordinamento con partner internazionali. “La Turchia sta  monitorando attentamente la sicurezza delle attività di aiuto  umanitario svolte dalle navi civili attualmente in navigazione, in  conformità con il diritto internazionale e i valori umanitari”, si legge  in un comunicato del ministero della Difesa. “In questo contesto, le  nostre navi contribuiranno alle missioni di aiuto umanitario in  coordinamento con le istituzioni competenti”.

 

Scotto: “Al primo alt di Israele alla Flotilla ci fermeremo”

 

“Al primo alt di Israele ci fermeremo, non abbiamo  intenzione di alimentare reazioni belligeranti”. Lo dichiara al  Messaggero, dalla Flotilla, il deputato del Pd Arturo Scotto, spiegando  di aspettarsi “che i governi, di fronte a un atto che sarebbe illegale  perché ci troveremmo in acque internazionali a dover fare i conti con  una forzatura su barche che portano solo aiuti umanitari, provino a fare  una pressione adeguata affinché questo corridoio si apra. Ma ho  l’impressione che non ci sia un’iniziativa di questo tipo per introdurre  una pressione vera nei confronti di Netanyahu”. “Proseguiremo –  annuncia Scotto – fino all’alt di Israele. Continuo a ringraziare il  ministro Crosetto per aver inviato una fregata, penso che sia stata una  scelta auspicabile e giusta”.   Sui tempi per l’arrivo di fronte alla  Striscia di Gaza indica “giovedì, ma non escludo che se c’è un  intercetto preventivo possa accadere o domani sera (oggi, ndr) o il  giorno successivo quando saremo davanti al blocco navale. Speriamo però  che sia emersa in maniera sempre più forte una mobilitazione popolare  come quella che c’è oggi, che è diffusa, trasversale, intergenerazionale  e che spinga i governi a fare una pressione autentica nei confronti di  Israele perché apra quel corridoio”.

 

 

 

Cgil pronta allo sciopero generale

 

I rischi per Flotilla suscitano reazioni opposte in Italia. L’Assemblea Generale della Cgil ieri sera ha dato mandato alla Segreteria di proclamare lo sciopero generale tempestivo per tutte le categorie in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e alla conseguente non apertura di corridoi umanitari a Gaza e in difesa dei valori costituzionali che sostengono tale missione.

 

Silvia Salis: “La Flotilla ascolti l’appello di Mattarella”

 

“La guerra è terribile, disgustosa, ma ha un suo  codice. La folle azione militare di Israele, ormai da tempo, non ha più  neanche quello. È fuori da ogni regola del diritto umano e  dell’interlocuzione internazionale, siamo ben oltre lo stato di guerra.  La situazione della Flotilla è sempre più pericolosa, io penso  dovrebbero tenere in considerazione l’appello alla cautela di  Mattarella”. Lo afferma in una intervista a La Repubblica la sindaca di  Genova Silvia Salis.   “È necessario esserci, manifestare, è qui la  parte giusta della storia”, spiega riguardo la sua presenza in mezzo ai  30mila concittadini tornati in corteo per sostenere la causa  palestinese. “È diventato necessario anche fermare i traffici di armi  per Israele nei nostri porti”, prosegue. Poi l’invito alla cautela per  la Flotilla: “L’atto politico simbolico c’è stato, ma deve continuare  nella certezza che tutti i partecipanti alla missione siano al sicuro,  tutelati nella loro prova di testimonianza. Stiamo vivendo un momento  della storia in cui un capo di un governo come Netanyahu, dopo 60mila  morti accertati a Gaza, si può presentare all’Onu a dire: ‘Dobbiamo  finire il lavoro’. Sarebbe un film distopico, se non fosse tragicamente  reale. Possiamo aspettarci di tutto”.

 

 

Le carte dell’Idf sui rapporti Flotilla-Hamas

 

Intanto l’Idf sostiene di aver trovato a Gaza e rivela solo in queste ore  documenti ufficiali secondo cui Hamas è coinvolto “direttamente nel  finanziamento della flottiglia Sumud”. Compare una lista di operatori  del Pcpa  (Conferenza per i Palestinesi all’Estero), tra cui alti  funzionari di Hamas: ci sono Zaher Birawi, capo del settore Hamas del  Pcpa nel Regno Unito, noto come leader delle flottiglie negli ultimi 15  anni e Saif Abu Kashk. Quest’ultimo è il Ceo di Cyber Neptune, una  società in Spagna che possiede dozzine di navi che partecipano alla  flottiglia. “Queste navi sono segretamente di Hamas”, scrive l’Idf  pubblicando i documenti.

Red

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