Primo piano

Furto al Louvre: operai modello rubano i gioielli di Napoleone in sette minuti. “Erano così efficienti che volevamo assumerli”

di Loredana Vaccarotti

Parigi – Domenica mattina, nella tranquilla eleganza del Louvre, alcuni visitatori hanno assistito a un miracolo rarissimo in Francia: un gruppo di quattro uomini è riuscito a coordinarsi, essere puntuale e concludere un lavoro in soli sette minuti. Peccato fosse un furto.

Vestiti da operai con gilet gialli – simbolo nazionale di protesta, logistica e multitasking – i ladri sono arrivati a bordo di un furgone dotato di montacarichi, lo strumento preferito da chi vuole delinquere in regola con le norme sulla sicurezza. Due complici li attendevano su scooter per la fuga, in perfetto stile “Uber del crimine”.

Il piano, degno di un manuale intitolato “Come rubare un museo e sembrare in sciopero”, prevedeva di confondersi con un vero cantiere davanti all’edificio. E ci sono riusciti così bene che un passante ha persino chiesto un preventivo per rifare il bagno.

Una volta dentro, i falsi operai hanno tagliato una finestra con una sega circolare – un rumore che, al Louvre, suona quasi più normale di un gruppo scolastico in gita – e sono entrati nella Galleria d’Apollo.
Lì, con la calma zen di chi sa che il tempo è denaro (soprattutto quando si ruba oro), hanno rotto due teche e prelevato otto pezzi della collezione dei gioielli di Napoleone: una collana, una spilla e la tiara di Giuseppina Bonaparte, tra gli altri.

Un turista ha filmato tutto, convinto di assistere a una performance di arte contemporanea dal titolo: “Lavoro precario e appropriazione simbolica del potere”.
Il video, ovviamente, ora è in gara per il premio César come “miglior cortometraggio non autorizzato”.

Durante la fuga, i ladri hanno perso solo un pezzo: la corona dell’imperatrice Eugenia. Secondo la polizia, è “caduta accidentalmente”. Secondo altre fonti, “non entrava nel bauletto dello scooter”. O forse “semplicemente non si abbinava al giallo del gilet”.

La direzione del museo ha definito l’episodio “grave e inaccettabile”, ma ha riconosciuto che “almeno qualcuno, finalmente, è riuscito a rispettare una scadenza”.
I sindacati dei lavoratori edili hanno invece precisato: “Noi al massimo rubiamo cinque minuti di pausa, non le corone imperiali”.

Nel frattempo, il Louvre resta chiuso per la seconda giornata consecutiva: ufficialmente per motivi di sicurezza; ufficiosamente perché qualcuno vuole controllare se la Gioconda non abbia deciso di scappare pure lei, magari per farsi un selfie con i colleghi del colpo del secolo.

 

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