I consulenti della Procura di Pavia per il delitto di Garlasco in materia di impronte hanno trovato un’altra traccia digitale di Alberto Stasi – la terza – sul “contenitore per sapone liquido” che era posto al bagno al piano terra della casa dove fu uccisa Chiara Poggi e che, secondo la condanna all’ex fidanzato, sarebbe stato lavato prima di riporlo sul lavello. Lo scrivono il comandante della ‘sezione impronte’ del Ris di Roma, tenente colonnello Gianpaolo Iuliano, e il dattiloscopia-criminologo, Nicola Caprioli, nella nuova consulenza tecnica “dattiloscopica” e sulle “impronte di calzatura” depositata agli atti dell’indagine su Andrea Sempio per l’omicidio della 26enne. In particolare si tratta dell’impronta del “mignolo della mano destra” del 42enne condannato a 16 anni in via definitiva nel 2015 per l’omicidio. Gli esperti che scrivono che “l’attività comparativa” ha restituito “esito positivo” con Stasi. E’ stata chiamata “Impronta 3” e si somma alle due impronte dell’anulare, sempre della mano destra, già rilevate dal Ris di Parma nel 2007 e che, secondo la sentenza di condanna passata in giudicato, rappresenterebbe uno dei 7 elementi “gravi, precisi e concordanti” a suo carico visto che sullo stesso dispenser non è stato possibile individuare altre impronte digitali attribuibili, nonostante fossero presenti dei frammenti.
E altre accuse per Sempio arrivano anche dai pm titolari dell’inciesta.
Garlasco: pm, ‘Sempio sa orario del delitto, lo dice intercettato’
Secondo la Procura di Pavia Andrea Sempio “sembra riferirsi all’orario” in cui è stata uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007 in un’intercettazione dell’8 febbraio 2017, due giorni prima di essere interrogato per la prima volta come indagato nell’inchiesta del 2016-17. Nella captazione, riascoltata nel 2025 e riportata sia nell’informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri che nella memoria che i pm Civardi-De Stefano-Rizza hanno letto all’indagato la settimana scorsa quando si è avvalso della facoltà di non rispondere, il 38enne afferma: “E’ successo qualcosa quel giorno (incomprensibile)… era sempre lì a casa (incomprensibile)…io non so se lei ha detto che lavorava (incomprensibile)…però cazzo, oh (incomprensibile).. alle nove e mezza a casa”. La frase, intercettata dalle cimici in auto, è delle 17.43, poco dopo che Sempio ha ricevuto la prima notifica per l’invito a comparire di due giorni dopo nell’indagine sul delitto di Garlasco nata 9 anni fa poi archiviata su richieste dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dalla sostituta Giulia Pezzino dal gip Fabio Lambertucci.
Red
