Il quinto round di colloqui indiretti in Qatar su un possibile accordo tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco a Gaza e un accordo sulla liberazione degli ostaggi si e’ concluso senza progressi significativi. Lo riporta l’agenzia di stampa saudita Asharq News, citando “fonti informate”. Un funzionario palestinese avrebbe affermato che la situazione è “in stallo”, accusando il team negoziale israeliano di “limitarsi ad ascoltare anziché negoziare” e di consultarsi su “ogni questione” con i funzionari in Israele. Il funzionario sostiene che il team israeliano non ha l’autorità di prendere decisioni concrete e che questa è “una continuazione della politica dilatoria del primo ministro Benjamin Netanyahu volta a ostacolare qualsiasi potenziale accordo”. Donald Trump e Benjamin Netanyahu si sono incontrati per la seconda volta in 24 ore, con il presidente americano che ha intensificato le pressioni sul primo ministro israeliano per raggiungere un accordo che ponga fine alla tragedia della guerra a Gaza. Il ritorno di Netanyahu alla Casa Bianca per nuovi colloqui e’ avvenuto dopo che i mediatori del Qatar hanno avvertito che ci vorra’ tempo per siglare un cessate il fuoco tra Israele e Hamas durante i colloqui di Doha. Da parte sua, l’inviato speciale di Washington, Steve Witkoff, ha detto di sperare in un accordo entro la fine della settimana su una tregua di 60 giorni. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, dopo il nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, ha affermato che si stanno aprendo opportunità per ampliare gli Accordi di Abramo. Lo riporta Haaretz. Il premier ha aggiunto che “ci sta lavorando” insieme al presidente americano. Netanyahu ha poi precisato che nel faccia a faccia con il tycoon si è anche parlato degli sforzi per liberare gli ostaggi. “Non molleremo su questo nemmeno per un attimo”, ha detto.
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