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Georgia Meloni a Washington: il D-Day con Trump sui dazi

di Andrea Maldi

Il D-Day è arrivato. La premier italiana Giorgia Meloni è volata a Whashington per il vertice con Donald Trump in un momento delicatissimo, affrontando una delle missioni diplomatiche più importanti del suo mandato. Sul tavolo delle trattative due temi fondamentali:

 

  • restituire importanza all’Italia nel panorama internazionale, offrendosi come affidabile mediatore tra Europa e Stati Uniti;
  • mantenere stretta la collaborazione con Bruxelles per i rapporti transatlantici.

 

Martedì scorso, alla Cerimonia di Conferimento dei Premi Leonardo 2025, a Villa Madama, la Meloni si era espressa sull’imminente incontro con Trump in quel di Whashington: “Faremo del nostro meglio, sono consapevole di ciò che rappresento e di ciò che sto difendendo… quando un prodotto italiano viene esportato, la gran parte della ricchezza si produce dove viene venduto, ma è ricchezza che nasce da qui. Ed è interesse di tutti continuare a collaborare con l’Italia… Abbiamo superato ostacoli ben peggiori, ne supereremo altri peggiori”, ha dichiarato dinanzi a un pubblico di imprenditori, rivendicando anche l’impegno speso nei suoi viaggi istituzionali.

A margine della cerimonia era intervenuto anche il vice-premier e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, che ha definito il prossimo vertice come una vera e propria “missione di pace commerciale”: “Sui dazi ha fatto più danni il panico della realtà stessa”, ha dichiarato.

 

Come ben noto il problema principale sono i dazi, potenzialmente devastanti per l’economia europea e quindi anche italiana. L’Italia è credibile, e pretende di giocare un ruolo da protagonista nei nuovi equilibri mondiali, e per questo si offre come ponte tra Unione Europea e Stati Uniti d’America, capace di poter ottenere risultati positivi e di facilitare il dialogo. Il summit con il Tycoon potrebbe segnare l’inizio di una linea più morbida, più aperta e produttiva per gli scambi commerciali tra Ue e Usa.

 

Tutto sommato l’atmosfera alla vigilia del grande incontro è stata positiva. Lo staff della premier ha messo a punto le ultime correzioni sulle dichiarazioni congiunte, preparate ad hoc onde evitare qualsiasi tipo di incomprensione. E’ in gioco non solo il destino commerciale dell’Ue (e dell’Italia), ma anche culturale e militare. Una grande opportunità per consolidare la posizione internazionale che l’Italia avrà nel prossimo futuro.

 

Per Giorgia Meloni si tratta di una prova molto importante, che potrebbe rappresentare un trampolino di lancio rafforzando la sua figura sul piano internazionale o, al contrario, appannandone l’egemonia. Ma, del resto, come anche lei ha dichiarato, “gli unici limiti davvero reali sono quelli nei quali noi decidiamo di credere, ma se noi non ci facciamo dire dagli altri o anche spesso da noi stessi quali sono i limiti che ci sono stati imposti, se noi decidiamo di provare a superare quei limiti, beh signori può accadere che ci si riesca”.

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