Esteri

Germania, elezioni dei Land. L’affermazione della destra e la rimonta della sinistra preoccupano Scholz e l’establishment europeo

 

 

di Giuliano Longo 

 

Sicuramente Putin ha ingoiato male il rospo della  incursione a sorpresa di questo mese dell’Ucraina nella regione russa di Kursk. Anche se pare se la stia prendendo con calma e intendendo prima realizzare gli obiettivi della sua  cosiddetta “operazione militare speciale”, ovvero la sempre cosiddetta “liberazione “ dei territori del Donbass e del Donestk. A Kursk ci si penserà dopo con calma.

 

In fondo l’occupazione di decine di villaggi russi e lo sfondamento del confine per 30 chilometri sono ben poca cosa rispetto al 25% del territorio ucraino, peraltro ricco di materie prime e che la Russia ha  già inglobato istituendovi  due Repubbliche autonomedella Federazione .

 

Nel frattempo  mosca  gioca ferocemente  sulla distruzione delle strutture energetiche ucraine, forte  della sua economia di guerra sulle conseguenze della quale dovrà fare i conti alla fine fine conflitto…campa cavallo.

 

Sul logoremento della Russia, la vittoria di Zelensky e la caduta di Putin, in Occidente qualcuno ancora ci crede ancora, ma altri (i più seri) in Europa, sono invece preoccupati del “logoramento” delle loro opinioni pubbliche.

 

I costi della guerra cominciano a pesare sui bilanci degli Stati europei e i loro arsenali per la Difesa vanno riducendosi,  con malcelata soddisfazione dei grandi produttori americani, soprattutto di armamenti Tecnologicamente sofisticati.

 

Particolari sono le preoccupazioni del Governo Tedescoche oltre a subire una flessione della propria (un tempo egemone) economia, se la deve vedere con una sorta di cavallo di Troia, filorusso o quasi, all’interno dei propri confini.

Parliamo di quei partiti favorevoli alla Russia in tre stati della Germania orientale (Sassonia Turingia votano domenica prossima e il Brandeburgo il 22 settembre) pronti a ottenere sostanziali guadagni dalle prossime elezioni.

L’Alternativa per la Germania (AfD), di estrema destra e filorussadiventerebbe il primo partito in tutti e tre gli Stati, mentre sale a due cifre l’Alleanza di sinistra di Sahra Wagenknecht(BSW leggi articolo su ORE12) )  di recente formazione, che non è proprio filorussa , ma che sicuramente vuole la cessazione immediata del conflitto.

 

Se le previsioni saranno confermate, i risultati sono destinati a suscitare profonda ansia in tutta la Germania, non solo per le più o meno celate simpatie per Putin, ma anche perché dimostrerebbero il fallimento  degli sforzi dell’establishment  tedesco per colmare  la divisione Est-Ovest del paese e scuoterebbe la traballante coalizione tripartita di Berlino.

A credere ai sondaggi i due partiti, definiti “estremisti”,dovrebbero conquistare complessivamente il 50% dei consensi e in   Turingia addirittura il 65%  con l’AfD di estrema destra  che si piazza al primo posto con il 30%.

Sebbene non tutti i partiti siano apertamente filorussi come l’AfD, hanno tuttavia  in comune l’idea (oibò)  che la NATO sia responsabile della guerra in Ucraina e che una soluzione pacifica sarebbe stata possibilese solo l’Occidente si fosse mosso diplomaticamente anziché saturare Kiev di armi e soldi.

I socialdemocratici (SPD), i Verdi e i liberal democratici (FDP),sono stati relegati allo status di candidati perdenti, con sondaggi che prevedono il loro risultato complessivo del 12% in Sassonia e del 27% in Turingia e  Brandeburgo.

Anche includendo la più grande forza centrista tedesca, i conservatori cristiano-democratici (CDU), il sondaggio combinato di tutti i principali  partiti  tradizionali  non supera il 50%.

Inoltre sia i Verdi che l’ FDP rischiano di essere esclusi da tutti e tre i parlamenti di quegli Stati senza superare lo sbarramento del 5%.

Si tratterebbe insomma  delladebacle dei partiti centristi che hanno voluto “l’Unificazione” ben prima della caduta del muro di Berlino del 9 novembre 1989.

 

Nei primi anni Novanta, l’establishment della Germania occidentale ha di fatto “colonizzato” i territori della fu DDRinviando la propria classe dirigente  a governare la Sassonia e gli altri stati e ancora oggi il il 40% di quel personale politico di alto livello proviene dall’Ovest

Anche se la riunificazione ha trasformato radicalmente l’economia dell’ex Germania dell’Est, innalzando gli standard di vita a un livello inimmaginabile sotto il comunismo, il risentimento per l’acquisizione de facto di quei territori  da parte dell’Occidente rimane evidente.

Dalla riunificazione, la ex  DDR  ha perso il 15% della sua popolazione che allora rappresentava solo un quinto della Germania Ovest. Frustrazione e risentimento covano fra una popolazione che ancora viene considerata  “l’altra”nella evoluta Germania Occidentale. ”Un’altra Germania talora scarsamente popolata e ancora disseminata dai ruderi dei grandi Kombinat dell’industrializzazione comunista e dalle fatiscenti case popolari di stile sovietico.

Ma, come se al cancelliere Scholtz e ai socialdemocratici non bastasse l’avanzata delle estreme ci si mette, anche la CDU che in Sassonia  sembra essere in testacon un margine risicato e se la vedrà direttamente con l’AfD.

Nel caso la spunti sarà anche perché il premier democristiano del Land, Michael Kretschmer,si oppone alla spesa di miliardi in aiuti militari per l’Ucraina e ha fatto della promozione dei colloqui di pace tra Mosca e Kiev un elemento centrale della sua campagna.

Da segnalare che nel 2021 Kretschmer si è recato anche  a Mosca  , invitando Putin a visitare Dresda, dove il leader russo era di stanza per il KGB quando cadde il muro di Berlino. “Sarebbe un grande onore, eccellenza, accoglierla in Sassonia”, disse allora Kretschmer a Putin.

Ovviamente anche se il popolo dell’Est non si fa illusioni su Putin, deve in qualche modo aver metabolizzato la narrazione russa sulle cause del conflittoucraino. Così,per molti, Mosca non è peggio di Washington che in Ucraina si fa gli affari (in senso stretto) suoi.

I politici di sinistra dell’Est sono concentrati nel BSW , successore dell’ex partito comunista della Germania dell’Est e della Die Linke fondata da Oskar La Fontaine, e meno favorevoli a Putin sono decisamente  favorevoli alla pace.

Invece il successo della AfD, innescherebbe un terremoto politico le cui ripercussioni si estenderebbero ben oltre i confini della Germania,soprattutto se il partito vincesse in tutti e tre gli stati. Un successo previsto e alimento anche dagli  accoltellamenti della scorsa settimana a Solingen, presumibilmente perpetrati da un siriano legato allo Stato islamico.

Le accuse dei  legami dell’AfD con Mosca sarebbero documentate da una presunta operazione di influenza russa, che ha coinvolto uno dei candidati principali di quel partito, mentre molti suoi non  nascondono le loro simpatie per il monarca del Cremlino.

Björn Höcke,leader dell’AfD in Turingia, considerato da molti il ​​padrino spirituale del partito, ha dichiarato che se un giorno dovesse diventare cancelliere tedesco, il suo primo viaggio sarebbe a Mosca.   .

 

Infine alcuni numeri. La Sassonia è il Land più popoloso dell’ex Germania dell’Est, con circa 4 milioni di abitanti e diverse grandi città tra cui Lipsia, Dresda e Chemnitz. La Turingia, con una popolazione di circa 2 milioni e la cui città più grande è Erfurt, è l’unico Land a essere governato da Bodo Ramelow della Die Linke, mentre il Brandeburgo ha 2 milioni e seicentomila abitanti.

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