Politica

Governo, Meloni parla di concordia, ma la manovra viene rivista

“Non ho nessun problema con Salvini, con Tajani o con Mediaset, con cui abbiamo i rapporti che si hanno con una grande azienda italiana”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo a Bruxelles. La premier, rispondendo ai giornalisti, ha respinto i retroscena su presunti dissidi nella maggioranza, in particolare con Matteo Salvini e la Lega, e con Mediaset. “Non ci sono problemi nella maggioranza, non ci sono problemi tra me e Salvini, non ci sono problemi neanche con Mediaset. – ha detto – C’è un clima generale che io vedo molto più sereno di quello che io delle volte leggo e penso poi che lo dimostrino e lo dimostreranno, legge di bilancio per esempio, i fatti, di come le cose poi vanno”. E poi ha aggiunto: “Quando dobbiamo decidere, fino a prova contraria, decidiamo e andiamo avanti. Questa è la cartina di tornasole migliore che si possa dare sui rapporti che ci sono all’interno di una maggioranza”. “Praticamente tutte le mattine sento Tajani e sento Salvini – ha ribadito Meloni – e ci divertiamo parecchio a leggere la rassegna stampa perché il mondo che viviamo noi non è quello che leggiamo”. Sulla controversa misura che prevede il pignoramento dei conti correnti per gli evasori, da parte dell’Agenzia delle Entrate, il presidente del Consiglio, sempre a margine del Consiglio europeo, ha voluto precisare che “è già previsto che l’Agenzia delle Entrate possa entrare e pignorare i conti correnti. L’ha fatto un precedente Governo. Dopo di che nella Legge di bilancio l’unica cosa che c’è scritta e che chiaramente bisogna implementare la lotta all’evasione fiscale ma non è stata prevista alcuna norma che consenta di prelevare i soldi dai conti correnti”. “Io penso che sia una buona idea dimostrare ancora una volta che l’elemento, aldilà di tutte le ricostruzioni inventate e le cose che si possono dire, che qualifica la capacità di una maggioranza di fare il suo lavoro, di un governo di fare il suo lavoro, è la tempistica con la quale riesce a prendere delle decisioni. Noi abbiamo visto in passato Governi che alla fine avevano dei tempi lunghissimi e magari non riuscivano a decidere niente. Questa è una fase molto particolare del contesto internazionale, secondo me se noi diamo un segnale che lavoriamo velocemente, chiaramente rispettando quelli che sono i tempi di una Repubblica parlamentare, ma a livello di maggioranza lavoriamo compatti capendo la difficoltà del contesto, dandoci la possibilità di dare subito una risposta chiara rispetto alle scelte che una maggioranza ha fatto su una legge di bilancio con risorse sicuramente non particolari a disposizione, facciamo una cosa bella e interessante”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa al termine del vertice Ue.

 

 

 

Manovra, la nuova versione del Documento. Via quota 104 e il pignoramento dei conti correnti

 

Saltano le misure per velocizzare il pignoramento telematico sui conti correnti per la riscossione delle cartelle esattoriali non pagate. In una nuova bozza della legge di bilancio, datata 26 ottobre, le norme per la velocizzazione del pignoramento vengono sostituite dalla possibilità per l’agente della riscossione di “avvalersi, prima di avviare l’azione di recupero coattivo, di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie al predetto fine, da chiunque detenute”.

Le modalità di accesso a queste informazione, prosegue la misura, “sono definite con uno o più decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente” sentito anche il Garante per la protezione dei dati personali “ai fini dell’adozione di idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati”. Confermato invece, nella nuova versione della legge di bilancio, l’aumento della cedolare sugli affitti brevi dal 21% al 26%. Inoltre, nell’ultima bozza del ddl di bilancio, salta quota 104 per accedere al pensionamento anticipato. Per il 2024 resta in vigore quota 103, ossia 41 anni di contributi e 62 di età anagrafica, ma con una stretta sul trattamento economico che sarà calcolato esclusivamente con il sistema contributivo fino a quando non si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia e comunque non può superare quattro volte il trattamento minimo, ossia circa 2.240 euro lordi al mese. Rafforzata, infine, la stretta sulle vendita delle seconde case ristrutturate beneficiando del superbonus con la cessione del credito. Nell’ultima bozza della legge di bilancio, chi vende non potrà scalare le spese per i lavori del superbonus dall’imponibile della tassa del 26% sulle plusvalenze non più per cinque anni ma per dieci.  La stretta scatta per le vendite poste in essere a decorrere dal 2024 ed esclude gli immobili acquisiti per successione e quelli adibiti ad abitazione principale per la maggior parte dei dieci anni.

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