Norme fiscali

Gran Bretagna, nel futuro del Fisco c’è anche il whistleblowing

In occasione dei vent’anni delle Entrate britanniche (l’Hm revenue & customs), il Segretario al Tesoro con delega su tematiche fiscali, James Murray, ha illustrato i successi dell’Amministrazione finanziaria e la visione futura del Fisco del Regno Unito. La novità vera, tra il potenziamento dell’Ia, dei servizi e del digitale, consisterà in realtà nell’introduzione del whistleblowing. In pratica, Londra punterà a smascherare i grandi evasori fiscali, in particolare le aziende che impiegano strumenti elusivi, con un nuovo piano di ricompense per eventuali informatori interni alle strutture societarie e organizzative.

Gli esempi cui attingere non mancano
L’autorità fiscale britannica, l’Hm revenue & customs, prenderà spunto dal manuale delle Entrate statunitense (Internal revenue service) e dall’Amministrazione finanziaria del Canada, che da anni applicano strategia e regole del whistleblowing offrendo, come ricompensa, una parte significativa delle imposte recuperate e riscosse a chi fornisce informazioni su casi di grandi frodi fiscali o di elusione.

L’adozione del whistleblowing comporterà un cambio di modello
Il Fisco britannico che offre denaro in cambio di “soffiate” e rivelazioni fiscali ha scarsi precedenti; quindi, la creazione di un programma di denuncia fiscale su questa sponda dell’Atlantico sarà di grande portata, anche perché, come le differenze tra l’inglese britannico, americano e canadese, i sistemi giuridici di common law dei tre Paesi non sono affatto identici. Questo implica che sul piano normativo ci si dovrà sforzare per accogliere il whistleblowing trovando nuovi spazi all’interno del diritto alla privacy, che costituisce un monumento difficilmente aggirabile nel diritto britannico.

Il sistema attuale
Ad oggi, per centrare gli obiettivi di compliance, l’Hmrc conta sul fatto che la maggior parte delle persone voglia “fare la cosa giusta” e pagare le tasse dovute. In effetti, con il sistema Pay-As-You-Earn, la maggioranza dei contribuenti, lavoratori dipendenti, non ha alcuna possibilità di scelta. Tuttavia, c’è sempre stata anche nel Regno Unito una minoranza di persone che ha cercato di pagare meno tasse del dovuto o di non pagarne affatto. Queste persone, o aziende, non sono affatto sconosciute all’Hmrc, e questo grazie alle sue attività antievasione e all’incrocio delle informazioni fornite da terze parti.

Ridurre il tax gap entro il 2030
Evasione ed elusione fiscale tornano al centro delle strategie del Fisco britannico con nuovo slancio, come mostra l’obiettivo ambizioso, 6,5 miliardi di sterline extra da recuperare entro il prossimo quinquennio. Dagli annunci ai fatti, l’app delle Entrate britanniche, che oggi rifornisce di notizie, dati e risposte, ben 5 milioni di contribuenti, proseguirà le sue attività ampliandole ulteriormente. Al contempo, 35 milioni di contribuenti individuali e 5 milioni di imprese conteranno a breve su una chat-GPT che da sito delle Entrate sfornerà centinaia di migliaia di risposte e indicazioni al dì, utili per evitare errori, ritardi o lungaggini.

Non solo digital, il Fisco britannico sarà più fisico
Questo perché saranno investiti centinaia di milioni di sterline per il reclutamento, da quest’anno, di 5mila nuovi funzionari da impiegare sul versante della tax compliance, cui se ne aggiungeranno altri 1.800 destinati ai settori controllo e riscossione. In questo contesto, l’adozione a regime della fatturazione elettronica, seguendo il modello italiano, costituirà un ulteriore passo avanti.

Related posts

Osservatorio del mercato immobiliare: più negozi in locazione nel 2024

Redazione Ore 12

  Cedolare secca, cresce l’appeal per la sostitutiva sugli affitti

Redazione Ore 12

Rottamazione Quater, rata entro il 31 luglio. Prima scadenza per i riammessi

Redazione Ore 12