Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen ha dichiarato di aver avuto un incontro rispettoso e positivo con l’inviato speciale statunitense per il territorio artico, il governatore della Louisiana Jeff Landry. Nielsen ha ribadito che il popolo groenlandese “cerca una buona cooperazione” con gli Stati Uniti e ha affermato che il suo “incontro di cortesia” con Landry si è svolto all’insegna del “rispetto reciproco e in un’atmosfera positiva”. “Il popolo groenlandese non è in vendita”, ha poi aggiunto, “l’autodeterminazione della Groenlandia non è qualcosa che si possa negoziare”. Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica danese DR, Landry avrebbe dichiarato al suo arrivo in Groenlandia ieri che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump gli aveva detto di “andare lì e farsi più amici possibile”. Il ministro degli Esteri della Groenlandia, Múte B. Egede, ha detto ai giornalisti che un gruppo di lavoro composto da Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca continua a cercare una soluzione alle ripetute richieste statunitensi di controllo sulla Groenlandia. “Non siamo stati noi a creare ostacoli alla cooperazione tra gli Stati Uniti e la Groenlandia”, ha detto Egede, che ha partecipato anche all’incontro con Landry e la sua delegazione nella capitale groenlandese di Nuuk, “quindi, se vogliamo continuare su questa strada positiva e costruttiva, dobbiamo attendere la relazione del gruppo di lavoro”. L’ambasciatore statunitense in Danimarca Ken Howery, che fa parte della delegazione americana in Groenlandia, dovrebbe inaugurare i nuovi uffici del Consolato degli Stati Uniti a Nuuk, e sia lui che Landry parteciperanno a una fiera commerciale. Ma va detto che novità sulla Groenlandia ed i suoi futuri assetti arrivano anche dalle inchieste giornalistiche.
Nyt, a Washington da mesi incontri riservati sul futuro della Groenlandia
Negli ultimi quattro mesi, i negoziatori di Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca hanno tenuto colloqui riservati a Washington sul futuro dell’isola artica. L’obiettivo dei colloqui, riporta il New York Times, era quello di offrire al presidente Trump un’alternativa rispetto alle minacce di un intervento militare in Groenlandia e di ridimensionare una crisi che rischia di disgregare l’alleanza Nato. Ma i leader groenlandesi, riporta il Nyt, sono preoccupati per le proposte, che prevedono un ruolo molto più incisivo degli Usa sull’isola. Inoltre, temono che se il conflitto con l’Iran dovesse attenuarsi, Trump potrebbe rivolgere nuovamente la sua aggressività contro di loro. Alcuni politici groenlandesi affermano di avere persino cerchiato sul calendario una data che potrebbe risultare cruciale: il 14 giugno, il compleanno di Trump. Secondo quanto raccolto dal New York Times, gli Stati Uniti stanno cercando di modificare un accordo militare di lunga data per garantire che le truppe americane possano rimanere in Groenlandia a tempo indeterminato, anche se la Groenlandia dovesse ottenere l’indipendenza. L’idea è sostanzialmente una clausola permanente, che non piace ai groenlandesi. Gli Stati Uniti hanno inoltre spinto i negoziati oltre le questioni militari e vogliono ottenere un effettivo potere di veto su qualsiasi importante accordo di investimento in Groenlandia per escludere concorrenti come Russia e Cina. Groenlandesi e danesi si oppongono fermamente a questa richiesta. I funzionari groenlandesi interpellati dal Nyt ritengono le richieste di Washington talmente elevate, da costituire una grave violazione della loro sovranità.
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