| Dopo la strage di Bondi si ritiene che uno degli attentatori avesse legami con un membro dell’ISIS, e sia stato precedentemente condannato per aver preparato un attacco terroristico in Australia. |
| Non c’è dubbio che gli aggressori di Bondi fossero antisemiti che avevano trovato un bersaglio facile per il loro odio. |
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Denunciare la minaccia della violenza islamista e prevenirla sono diventate sfide per i leader occidentali con una grande popolazione musulmana, che cercano di evitare di essere etichettati come islamofobi o di incoraggiare gli oppositori di destra all’immigrazione di massa. |
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Ma sebbene gli aggressori possano provenire da quelle popolazioni, Ahmed al-Ahmed, l’eroe che ha affrontato uno degli attentatori di Bondi e che ora si trova in condizioni critiche in ospedale, era un australiano di origine siriana. Mentre i gruppi musulmani australiani hanno condannato la sparatoria e chiesto solidarietà alle vittime e a tutti gli australiani.
Fuorviante è invece la narrazione diffusa dai media israeliani e anche occidentali, che l’attentato di Bondi sia da ricondurre ad Hamas secondo i metodi terroristici della Jihad Islamica e dell’Isis che si va diffondendo anche nell’Africa Centrale e in Nigeria.
L’ISIS è sempre stata nemico dei palestinesi perché che non proclamano lo stato Islamico, il Califfato e la Sharia, ma perseguono obiettivi militari e non religiosi. La stessa propaganda dell’Isis è rivolta contro le autorità occidentali e gli aspiranti Jihadisti che vivono in Occidente che spesso si muovono autonomamente come “lupi solitari”.
La propaganda del Daesh è sempre stata concepita per produrre comunicazione globale, mentre Hamas non è tecnicamente in grado di farla anche se si basa su vasti movimenti di solidarietà internazionale alla causa palestinese.
Rimane la vendetta dei singoli, ma i palestinesi e Hamas sanno benissimo che la reazione israeliana è l’annientamento loro e della stessa causa per la quale combattono.
Lo stesso atto terroristico di Hamas del 7 ottobre propone filmati nei quali si vede che l’Organizzazione non fa alcuna differenza tra militari e civili, tra giovani, donne, anziani e persino bambini che considera “bersagli legittimi” solo perché occupano la Palestina, come hanno affermato gli stessi esponenti della organizzazione.
Già il 18 ottobre 2023 l’allora presidente americano Joe Biden affermava che “Hamas è peggio di Daesh e Macron proponeva di mobilitare la stessa coalizione militare creata contro Daesh per combattere anche Hamas. |
Ma un’analisi della storia e dell’operato delle due organizzazioni ci porta a contestare il principio che esista un’equivalenza fra le due organizzazioni.
Al Qaeda e Daesh si pongono come movimenti jihadisti globali, invece Hamas già dagli anni ’80 – quando peraltro nasce come costola dei Fratelli Musulmani egiziani- si è inscritta in un paradigma di resistenza islamo-nazionalista, questa la ragione per la quale Hamas non ha mai effettuato alcuna azione violenta fuori dalla Palestina e da Israele.
Altro è invece il problema, peraltro prevedibile, che il cosiddetto “genocidio” di Israele nei confronti di Gaza, avrebbe potuto scatenare il diffuso antisemitismo e azioni terroristiche non necessariamente coordinate da centri organizzati in Occidente.
