di Viola Scipioni
Sembrano essere lontani i tempi in cui si parlava di un addio alla Lega da parte del suo leader ormai storico, Matteo Salvini; i tempi in cui il partito arrivava al 9% alle elezioni europee dopo uno scarto del 25% rispetto alle medesime elezioni di soltanto cinque anni prima; i tempi del pettegolezzo sul deposito di un nuovo simbolo e un nuovo nome per un partito nuovo di zecca; le brutte affermazioni di Umberto Bossi su come il “capitano” aveva portato avanti la campagna elettorale, esortando i propri elettori a votare per Forza Italia. Il caso Open Arms ha fatto riunire anche i più scettici della Lega, a quanto pare, perché lo scorso fine settimana sono stati in migliaia a riunirsi nelle piazze italiane sotto i gazebi per sostenere il proprio leader: «dai territori iniziano ad emergere i primi dati: solo in Veneto, in 48 ore ci sono stati 750 nuovi tesserati mentre in Sicilia la mobilitazione dei gazebo ha favorito una impennata degli iscritti che, negli ultimi mesi, fa registrate un segno positivo di più di mille tesserati» è stata una nota della lega nella tarda serata di domenica 22 settembre, come ad anticipare l’inizio di un nuovo percorso politico. Ma si sa, con il meglio della comunicazione anche il peggior risultato può essere fatto passare come una grande vittoria, ed è stata la stessa Lega che qualche ora dopo avrebbe pubblicato sui social un’intervista di Salvini in cui il Vicepremier affermava: «Lega al 9,6%? È la migliore risposta a chi vorrebbe mandarmi in galera», ma è davvero lo 0,6% in più a poter mettere in discussione quanto operato dall’allora Ministro dell’Interno? Ex Ministro che, durante il video pubblicato solo qualche giorno fa, citava erroneamente la Costituzione per difendere i propri interessi elettorali, almeno da quanto dichiarato dalla procura?
I suoi, comunque, lo appoggiano e domenica 22 settembre a Firenze il leader del Carroccio ha incontrato anche Roberto Vannacci, che ha sottolineato come «Salvini è il simbolo della difesa della patria. Per una frangia politica difendere la patria è un reato» con lo stesso Salvini che ha poi dichiarato: «se un Ministro italiano fosse mandato in carcere per aver bloccato lo sbarco di immigrati clandestini, sarebbe il via libera per trafficanti, scafisti, clandestini e balordi».
La sentenza è attesa per la fine dell’anno ma nel frattempo dovremo aspettare anche il raduno di Pontida, il prossimo 6 ottobre, dove sarà atteso anche Viktor Orbán e dove la Lega potrà nuovamente riattivare la sua macchina propagandistica.
