di Giuliano Longo
Mentre sulla stampa occidentale è un turbinio di ipotesi sulla sua sorte di Prigozin e lui definisce mascalzoni i media di informazione del suo Paese, propio da questi emergono non tanto novità, ma critiche nei confronti del Gotha del Cremlino.
Citiamo come primo esempio ilMoskovsky Komsomolets (MK), organo di stampa notoriamente molto vicino a Putin che cita le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “non seguiamo i suoi movimenti. Non abbiamo né la capacità né il desiderio di farlo”, così ha commentato il portavoce a fronte delle dichiarazioni dell’autocrate bielorusso Alexander Lucashenko il quale, qualche giorno fa ha affermato, Yevgeny Prigozhin “non è sul territorio della Bielorussia .”
- “Invidio la mancanza di curiosità di Dmitry Sergeevich – scrive l’autore del commento- lo invidio, ma non posso condividerlo. Yevgeny Prigozhin non è un privato i cui movimenti non riguardano nessuno.
- Prigozin è l’artefice di un evento senza precedenti nella storia della Russia moderna, l’organizzatore della ribellione, che, sebbene non sia stata portata a termine, è comunque diventata notizia mondiale. ‘Non avere voglia di seguire i movimenti ‘di un personaggio del genere è a dir poco sorprendente”.
Per MK l’intera attività pubblica di Prigozhin è un grosso errore che si accumula, notate bene, con la “situazione politica interna del Paese”. Ma errore ancor più grave è quello di “estromettere allo spazio pubblico tutte le informazioni sul suo destino futuro. È inutile cercare di chiudere ermeticamente le porte della stalla dopo che un cavallo ne è saltato volontariamente fuori”.
Il quotidiano denuncia anche tutte le contraddizioni delle dichiarazioni ufficiali sul capo della Wagner più volte mutate.
Come quelle di Putin che al culmine dell’ammutinamento dichiara: “Colui che ha organizzato e preparato l’ammutinamento militare, che ha alzato le armi contro i suoi compagni d’armi, ha tradito la Russia. E ne risponderanno. Ed esorto coloro che sono coinvolti in questo crimine a non commettere un errore fatale e tragico, unico, a fare l’unica scelta giusta: smettere di partecipare ad atti criminali”.
Salvo poi il suo portavoce Peskov, la sera dello stesso giorno dichiarava che (Prigozhin ) partirà per la Bielorussia … “Se chiedi con quale garanzia potrà partire per la Bielorussia, questa è la parola del Presidente della Russia” Dichiarazione, secondo MK, assolutamente incoerente rispetto al sangue versato nel tentativo di golpe.
Ma l’incoerenza prosegue. Se Prigozhin doveva “andare in Bielorussia”, scrive MK, allora perché Lukascenko fa invece sapere che è a San Pietroburgo. E che forse “si è recato a Mosca”?
Qualcuno suggerisce che stia sta completando i suoi affari preparandosi a lasciare il Paese, ma -prosegue il giornale- i vertici del Governo “devono capire: il desiderio del pubblico di conoscer che d Prigozhin che non ha posto in un paese in guerra.
Quindi per MK “ è troppo presto per porre fine alla storia della ribellione di giugno. Nel frattempo non c’è nemmeno bisogno di parlare della necessità del pieno ripristino della stabilità politica interna”.
Svobodna Pressa (traduzione libera stampa, ça va sans dire)è addirittura sarcastica e definisce Dmitry Medvedevun “blogger”, già presidente della Federazione Russa e se la prende con le sue dichiarazioni sulla Guerra : “se la NATO, principalmente gli Stati Uniti e i suoi vassalli, smettesse di fornire armi e armi all’Ucraina, allora un’operazione militare speciale sarebbe completata in pochi mesi. E se smettono di fornire le loro armi ora, il NWO finirà in pochi giorni”.
Che secondo il commentatore significherebbe combattere un nemico senza armi con “ la sindrome di una guardia, non di un guerriero”.
Pare quasi , prosegue Svobodna, che gli attacchi Sochi e San Pietroburgo siano passat inosservati mentre si discute che non ci siano“abbastanza parcheggi per gli yacht (dei cleptocrati) russi di ritorno dall’estero!”
A questo punto il commentatore cita l’affaire Prigozin“Non avrei mai pensato, conoscendo Prigozhin da quei tempi in cui in certi “cerchi ristretti” e “triangoli storti” aveva il soprannome di “Kotletich” (cotolettaro, ndr), anziché tagliarsi le proprietà, avrebbe creato …. una “fabbrica di troll basata sulla tecnologia nemica dell’astroturfing” (tecnica di propaganda di Marketing, ndr)
Ma allora prosegue Svobodna, chi ha dato al ‘cotolettaro’ “tutte le opportunità, e tutte le chiavi mentre Prigogine era agile? Dov’erano – prosegue le ‘persone di stato’ che avrebbero dovuto dirigere un’energia instancabile per il bene, e non per il male, controllando e definendo i limiti per prevenire l’illegalità?”.
E così conclude l’articolo “dopotutto, anche‘la corruzione è stata corrotta’ e in tutto il mondo vengono date tangenti per fare qualcosa (anche se illegale). E solo nella Federazione Russa – per non fare assolutamente nulla- che vige il cosiddetto (prinicpio) ‘per amicizia’ o ’per il patrocinio dell’interesse generale’, ecc”
