di Fabio Desideri*
Le elezioni regionali in Umbria ed in Emilia Romagna hanno dato il proprio verdetto. Il Centro Sinistra vince modificando la propria strategia, privilegiando l’unità a scapito delle diversificazioni e scegliendo candidati moderati, espressione dei territori e delle rispettive amministrazioni.
Il Centro Destra nonostante abbia le leve del Governo nazionale nelle proprie mani, non attrae più i moderati e la società civile, non è in grado di andare oltre le frammentazioni, le beghe politiche, le diversificazioni, non ha ancora metabolizzato il concetto che chi governa deve essere inclusivo, portato all’ascolto, non divisivo e per quanto possibile non litigioso.
La politica delle fake newsattraverso le quali il Governo ed i suoi protagonisti, hanno tentato di accreditare un’immagine di un Paese nel quale tutto è migliorato da quando c’è la Meloni e la sua maggioranza, questa visione irreale ed irrazionale della situazione italiana non ha retto alla dura verità del quotidiano, della spesa al supermercato, delle liste d’attesa, della diminuzione del potere d’acquisto degli stipendi, dell’aumento della gente che smette di curarsi perché non se lo può più permettere, del degrado sempre maggiore in cui siamo costretti a vivere, dei mezzi pubblici che non funzionano e delle “priorità invertite” per le quali il Governo fa tutto quello che ritiene e non le cose urgenti per i cittadini, ad esempio il Ponte sullo Stretto di Messina, i centri di accoglienza dei migranti in Albania, si isola in Europa…e via dicendo.
Non c’è certo da essere allegri per la vittoria del “campo largo” nei fatti più una realtà virtuale che un progetto reale e concreto per governare i territori e l’Italia; però questa situazione deriva dal fatto che la maggior parte degli italiani non si identifica più in questa politica, non la ritiene credibile ed attendibile, non esce di casa – sbagliando – per recarsi alle urne.
Anche le percentuali che i “sondaggisti” attribuiscono ai partiti esistenti è assolutamente irreale, i dati di Fratelli d’Italia, PD, Forza Italia AVS etc. hanno “raschiato il fondo del barile”, sarebbero completamente stravolti se la maggioranza degli italiani andasse a votare, perché non voterebbero per loro.
I partiti oggi presenti in Parlamento sono “colossi dai piedi d’argilla”che fanno il bello ed il cattivo tempo nella politica del nostro paese perché gli italiani si stanno sempre di più allontanando dalle istituzioni, riconoscendosi sempre meno in esse.
Quest’ultima è la ragione per la quale PENSIERO POPOLARE ITALIANO sta rappresentando una nuova prospettiva per i cittadini, perché questo progetto, strutturandosi nella società, ha mobilitato e sta mobilitando il Paese reale, quelli che tutti i giorni si confrontano con i problemi derivati dal vivere in una società sempre più complessa, che si è allontanata dall’essere solidale, che non offre più servizi adeguati, che non fornisce più opportunità alle giovani generazioni, che non stimola a fare il meglio premiando l’eccellenza.
Per queste ragioni, sabato 7 dicembre all’hotel Roma Aurelia Antica dalle ore 9.00 tanti italiane ed italiani saranno presenti all’Assemblea Nazionale che sancirà la nascita di un nuovo MOVIMENTO POLITICO, che si propone di parlare a quella parte di società che non si riconosce più nelle istituzioni italiane ed in coloro che le utilizzano per gli scopi dei diversi partiti, invece che per i cittadini.
(*) Presidente PPI
