Esteri

Maduro ha i giorni contati?, Trump :“Direi di sì”, ma poi ci ripensa

Direi di sì”: Donald Trump ha risposto così a una domanda in una intervista con la Cbs “se i giorni di Maduro (nella foto il Presidente del Venezuela) sono contati”. Ma non ha voluto rispondere su possibili attacchi al Venezuela, dopo la maxi concentrazione di uomini e mezzi americani nei Caraibi.  Trump ha poi detto che Maduro ha “inviato negli Stati Uniti criminali e persone liberate da carceri e strutture psichiatriche”.  Pur attaccando duramente Nicolás Maduro, definendo i suoi “giorni contati”, il presidente statunitense ha però preso le distanze da un’operazione diretta: “Non credo che andremo in guerra con il Venezuela”, afferma, lasciando però aperti spiragli: “Non discuto le opzioni militari pubblicamente”. Intanto si sono svolte prove di sbarco dei Marines con esercitazioni a Porto Rico, mentre gli Usa attaccano un’altra presunta imbarcazione di narcos nei Caraibi uccidendo tre persone. Intanto Mosca continua a lanciarea messaggi ambigui dopo il più grande dispiegamento navale Usa nella regione dalla crisi dei missili di Cuba nel 1962: da un lato la condanna “ferma dell’impiego di forza militare eccessiva nell’ambito di operazioni antidroga” e l’invito ad evitare nuovi conflitti; dall’altro la minaccia del possibile invio di missili russi a Caracas e di potenziali “sorprese” per gli Usa. Poi Trump ha anche fatto un passaggio sull’Africa e in particolare sulla Nigeria. Gli Stati uniti non escludono la possibilità di inviare truppe in Nigeria: lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, minacciando di tagliare gli aiuti a Lagos se continueranno le uccisioni di cristiani nel Paese.”Potrebbe essere… Sto valutando molte cose. Stanno uccidendo un numero record di cristiani in Nigeria” ha concluso Trump, che ha parlato a bordo dell’Air Force One. Sabato scorso il Presidente aveva dichiarato di voler dare istruzioni al Pentagono di prepararsi a una possibile operazione nel Paese africano per “eliminare i terroristi islamici”.

Red

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