Politica

Il Governo riscrive la Manovra

L’esame della Legge di bilancio in Aula del Senato “comincerà il 22 dicembre e andrà avanti il giorno dopo per l’approvazione”, con voto quindi previsto il 23. È quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo del Senato, come ha riferito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.    Inoltre è arrivato l’emendamento del governo alla manovra con misure per 3,5 miliardi annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il testo contiene diversi interventi, dalle Zes e Transizione per le imprese, all’adesione automatica alla previdenza complementare fino agli stanziamenti per il Ponte sullo stretto di Messina. Viene introdotto anche un articolo con disposizioni in materia di rimodulazione del Pnrr. Dunque una nuova importante riformulazione della legge di bilancio, che potrebbe modificare i saldi di finanza, ritoccando i provvedimenti su iperammortamento, Transizione 5.0, Zes e caro materiali. Il testo è arrivato in Commissione Bilancio in Senato e dovrebbe avere un impatto da circa 3,5 miliardi di euro. Le nuove coperture potrebbero arrivare dalle norme sulle assicurazioni. La settimana scorsa, invece, l’esecutivo aveva riscritto norme per un valore di 1 miliardo ma a saldi di finanza invariati. Si  allunga ancora dunque l’iter del disegno di legge in Commissione Bilancio al Senato, mentre nel frattempo la conferenza dei capigruppo ha stabilito l’approdo del testo in Aula lunedì 22 dicembre, con il voto finale previsto per l’indomani. A venti giorni dalla scadenza costituzionale per l’approvazione della legge di bilancio, l’esecutivo presenta un intervento correttivo di ampia portata che, di fatto, riformula la manovra varata tre mesi fa in Consiglio dei ministri. Il pacchetto, una riorganizzazione organica delle principali modifiche concordate nella maggioranza, vale complessivamente circa un miliardo di euro secondo quanto riferito alle opposizioni, che ora chiedono più tempo per l’esame in commissione. Sul fronte degli affitti brevi, il governo fa marcia indietro: viene cancellato l’aumento della cedolare secca e ripristinato il regime attuale, con aliquota al 21% sulla prima unità e al 26% dalla seconda. La novità è l’abbassamento da tre a due del numero di immobili oltre il quale scatta l’attività imprenditoriale. Viene ricalibrata anche la stretta sui dividendi: il nuovo perimetro riguarda le partecipazioni inferiori al 5% o fino a 500.000 euro di valore. L’effetto sul gettito è significativo: da un’ipotesi iniziale di circa un miliardo a regime si scende a 33 milioni. Per garantire la copertura finanziaria restano però necessari interventi compensativi, in particolare nel settore bancario. Le modifiche riducono la deducibilità delle perdite pregresse (dal 43% al 35% nel 2026, dal 54% al 42% nel 2027), generando risorse per circa 600 milioni in due anni. Nel comparto assicurativo sale al 12,5% dal 2026 l’aliquota sull’Rc auto relativa agli infortuni del conducente, con un gettito stimato in oltre 100 milioni annui. Dal 2026 raddoppierà inoltre la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, portata allo 0,4%. Arriva anche la cosiddetta “tassa sui pacchi”: un contributo da 2 euro per ogni spedizione proveniente da Paesi extra-Ue con valore dichiarato fino a 150 euro, che secondo le stime genererà 112 milioni il primo anno e 245 milioni dal 2027. Una delle poche misure espansive riguarda il settore cinematografico: il taglio al Fondo per il cinema viene ridotto da 150 a 90 milioni. A precedere il maxi-intervento era arrivato un pacchetto più ristretto, una decina di emendamenti di entità marginale – dai 6 milioni destinati a 2.500 famiglie della città di Napoli alle nomine nell’Autorità garante per i diritti dell’infanzia. Ma l’atmosfera politica resta tesa. L’opposizione critica duramente la gestione del dossier. Il Partito democratico denuncia come la commissione sia rimasta “bloccata per un mese” e parla di un testo “riscritto a causa delle fratture interne alla maggioranza”. Il Movimento 5 Stelle parla di un iter “confuso”, mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra annuncia la partecipazione alla mobilitazione della Cgil contro la manovra.  Nel frattempo è in arrivo anche il tradizionale decreto Milleproroghe, approvato in Consiglio dei ministri, che prevede tra l’altro proroghe sullo scudo penale per i medici, incentivi per giovani e donne e il congelamento degli aumenti delle sanzioni amministrative.

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