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Il mercato delle stelle: quanto costa dare il tuo nome ad un astro?

di Gianluca Maddaloni 

 

Nel vasto universo dell’economia del regalo, un settore particolarmente curioso è quello delle aziende che vendono il “diritto” di nominare una stella. Immaginate di regalare un pezzo di cielo eterno: un certificato che assegna il vostro nome o quello di un caro a una stella lontana. Questo business, nato negli anni ’70 negli Stati Uniti, mescola romanticismo puro con un velo di speculazione, attirando milioni di clienti nonostante il suo valore legale sia nullo. Ma come funziona esattamente? E perché continua a prosperare? Il funzionamento è semplice e affascinante. Aziende come l’International Star Registry, fondata nel 1979, o la Name a Star dominano il mercato. Quando acquistate un pacchetto, selezionate una stella da cataloghi astronomici pubblici, come quello del Smithsonian Astrophysical Observatory, assegnandole un nome personalizzato. La stella viene registrata nel database privato dell’azienda, spesso in un catalogo cartaceo protetto da copyright, come il libro “Your Place in the Cosmos” dell’ISR, depositato presso la U.S. Copyright Office. Ricevete un certificato elegante, una mappa stellare con le coordinate esatte, un opuscolo informativo sull’astronomia e, a volte, gadget extra come cornici o app per localizzare la stella dal vostro telefono. Tutto viene spedito in un pacchetto regalo, pronto per un compleanno, un anniversario o un memoriale. L’ISR, ad esempio, ha “nominato” oltre 3 milioni di stelle per celebrità, reali e privati comuni. I prezzi variano in base al pacchetto e alle opzioni, rendendolo accessibile a tutti. Un’opzione base digitale parte da circa 30 dollari (come il pacchetto Digital dell’ISR a 29,95 dollari), che include un PDF del certificato e una mappa scaricabile. Per un kit stampato, si sale a 59 dollari, con spedizione inclusa negli USA. I pacchetti premium, come l’Ultimate Star Kit con certificato incorniciato e mappa, costano 170 dollari. Per qualcosa di più esclusivo, optate per stelle binarie (due astri che orbitano insieme, ideali per coppie) o costellazioni visibili, che possono arrivare a 200 dollari o oltre con extra come gioielli personalizzati o scatole regalo di lusso. Nel 2025, alcune aziende offrono pacchetti “supernova” per stelle luminose rare, intorno ai 100 dollari, con voucher per regali lunari aggiuntivi. Non è economico come un caffè, ma è un investimento simbolico che sfrutta l’illusione di eternità. Tuttavia, il nodo cruciale è il valore legale: zero. L’unica autorità riconosciuta per nominare corpi celesti è l’International Astronomical Union (IAU), un’organizzazione scientifica che assegna codici standard per facilitare la ricerca, non nomi personali. Le aziende lo ammettono: i nomi non appaiono in osservatori ufficiali, mappe NASA o app astronomiche professionali. Se andate in un planetario con il vostro certificato, “La stella di Tizio” non esiste per gli astronomi. Critici come l’IAU e consumatori lo definiscono uno “scam” o un “buco nero per i soldi”, poiché diverse compagnie potrebbero assegnare lo stesso astro a clienti diversi usando cataloghi differenti. Nel 1998, New York multò l’ISR per pratiche ingannevoli, ma il business è legale perché vende un “simbolo”, non un possesso reale. Eppure, nonostante tutto, il mercato fiorisce. Perché? Il romanticismo vince sulla razionalità. Molti comprano per il gesto emozionale: un regalo unico che evoca l’infinito, ideale per lutti (come stelle memoriali per defunti) o celebrazioni. Testimonianze su siti come Quora o recensioni dell’ISR parlano di “gioia eterna” e “connessione personale con il cielo”. In un’era di regali materiali effimeri, una stella offre un’illusione di immortalità, un “posto nell’universo” che dura miliardi di anni. Aziende come Star Registration, con oltre 500.000 clienti e 10.000 recensioni a 5 stelle, capitalizzano su questo, offrendo pacchetti etici e sostenibili (materiali riciclati, donazioni). È speculazione? Sì, ma consensuale: i clienti sanno (o sospettano) la verità, ma il valore emotivo prevale. Come disse un astronomo, “è come comprare un pezzo di sogno”. In conclusione, il mercato delle stelle è un’economia del sentimento, dove un certificato da 50 dollari vale più di un diamante per chi cerca poesia nel cielo. Non cambierà la scienza, ma illumina cuori umani. Se state pensando di provarlo, ricordate: è un regalo per l’anima, non per il portafoglio stellare.

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