In un editoriale sul Teheran Times, il presidente eletto iraniano Masoud Pezeshkian (nella foto) afferma che “come prima misura” il suo governo “esorterà i paesi arabi vicini a collaborare e a utilizzare tutte le leve politiche e diplomatiche per dare priorità al raggiungimento di un cessate il fuoco permanente” nella Striscia di Gaza “con l’obiettivo di fermare il massacro” da parte di Israele e “prevenire l’allargamento del conflitto”. Dalle colonne del quotidiano iraniano in lingua inglese Pezeshkian definisce lo Stato ebraico “ancora oggi un regime di apartheid” che “aggiunge il ‘genocidio’ a un elenco già rovinato da occupazione, crimini di guerra, pulizia etnica, costruzione di insediamenti, possesso di armi nucleari, annessione illegale e aggressione contro i suoi vicini. Dobbiamo quindi lavorare – aggiunge il presidente eletto iraniano – per porre fine all’occupazione prolungata che ha devastato la vita di quattro generazioni di palestinesi”. Pezeshkian afferma poi che sosterrà “la creazione di una ‘regione forte’ piuttosto che di una in cui un singolo Paese persegue l’egemonia e il dominio sugli altri. Non vediamo l’ora – spiega – di collaborare con Turchia, Arabia Saudita, Oman, Iraq, Bahrein, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e organizzazioni regionali per approfondire i nostri legami”.
