L’indice S&P Global PMI Settore Manufatturiero in Italia (Purchasing Managers’ Index), in salita dai 51,3 punti di marzo, ad aprile ha raggiunto il valore più alto di quattro anni esatti di 52,1 punti. Lo rileva S&P Global, indicando che “malgrado i segnali di una debole domanda, i dati PMI di aprile hanno segnalato una forte crescita della produzione nel settore manifatturiero italiano. L’aumento della produzione è stato, in effetti, il più significativo in appena più di tre anni. Il conflitto in Medio Oriente è rimasto il fattore chiave dietro l’ennesimo peggioramento delle prestazioni della catena di fornitura e delle forti pressioni sui costi, entrambi ai livelli più alti in quasi quattro anni. Allo stesso tempo, le preoccupazioni sulla disponibilità delle giacenze hanno spinto le aziende ad incrementare i loro acquisti al ritmo più marcato dall’aprile 2022”. L’indice principale “ha mostrato tendenze contrastanti, con influenze direzionali positive provenienti dalle componenti di produzione, occupazione e tempi medi di consegna. All’inizio del secondo trimestre, il volume totale dei nuovi ordini è diminuito, poiché la guerra in Medio Oriente sembra aver alimentato alcune esitazioni tra i clienti. Tuttavia, la contrazione è stata modesta e attenuata da un aumento più significativo (seppur lieve) delle vendite estere. Le aziende manifatturiere in Italia hanno ulteriormente aumentato i loro volumi di produzione, con un tasso di crescita maggiore rispetto agli standard storici, in poco più di tre anni”. Va detto comunque che una spinta al rialzo c’è stata praticamente in tutta l’Eurozona.
Eurozona: Pmi manifatturiero sale a 52,2 ad aprile, ai massimi da 4 anni
L’indice S&P Global PMI del Settore Manifatturiero dell’Eurozonaè salito ad aprile a 52,2 punti dai 51,6 di marzo. Tale valore è stato il maggiore in quasi quattro anni e ha mostrato il miglioramento maggiore delle condizioni operative manifatturiere. Lo rileva S&P Global. Secondo l’ultima indagine “aumenta ancora la crescita manifatturiera nell’area euro, poiché un’ulteriore espansione dei nuovi ordini ha fatto espandere i livelli di produzione. Le aziende campione hanno spesso in particolare riportato gli acquisti anticipati da parte dei clienti, a causa delle previsioni di imminenti aumenti dei prezzi e possibili interruzioni dell’offerta”. Allo stesso tempo, “ad aprile l’inflazione dei prezzi dei beni è nuovamente aumentata notevolmente, raggiungendo quasi il picco in quattro anni. Di conseguenza, il trasferimento ai prezzi di vendita è stato maggiore rispetto a marzo, con i prezzi della produzione in aumento al ritmo più elevato da gennaio 2023”. Per la prima volta da giugno del 2022, “tutti gli otto paesi oggetto dell’indagine sul PMI manifatturiero hanno registrato valori dei loro rispettivi indici superiori alla soglia critica di non cambiamento di 50.0. L’Irlanda ha visto la ripresa più forte, seguita dai Paesi Bassi. Tassi di crescita modesti sono stati osservati nelle quattro maggiori economie dell’area euro, sebbene la Germania abbia riportato un leggero rallentamento rispetto a marzo. Francia e Spagna hanno registrato nuove riprese, mentre le condizioni delle aziende manifatturiere italiane sono migliorate a un ritmo più veloce. Francia e Italia hanno infatti registrato le espansioni più marcate dalla prima metà del 2022”.
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