Il rialzo dell’inflazione, che a gennaio sale all’1,5%, equivale ad un aggravio di spesa pari in media a +493 euro annui per la famiglia “tipo”, +671 euro per un nucleo con due figli. Lo afferma il Codacons, commentando i dati preliminari diffusi dall’Istat.
A gennaio l’inflazione rialza la testa, soprattutto a causa delle tensioni sul fronte dell’energia, con gli incrementi delle tariffe sul mercato regolamentato che incidono sull’indice nazionale dei prezzi – spiega il Codacons – Ma l’allarme bollette prosegue, con gli incrementi delle quotazioni sui mercati internazionali registrati nell’ultimo mese che rischiano di determinare un rincaro delle tariffe di luce e gas, con effetti negativi sull’inflazione.
“In tema di bollette attendiamo di sapere cosa intenda fare il governo e quando sarà varato l’annunciato decreto, perché il caro-energia, se non contrastato adeguatamente, produrrà un danno alla nostra economia deprimendo i consumi ed erodendo la capacità di spesa delle famiglie” – commenta il presidente Carlo Rienzi. Sull carovita da registrare anche la presa di posizione di Federconsumatori che ha altri numeri in negativo rispetto a quelli diffusi dal Codacons: Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +472,50 euro annui, di cui +103,40 solo nel settore alimentare. Un dato drammatico, se letto in parallelo all’andamento dei consumi alimentari in calo. È importante ricordare, infatti, due elementi fondamentali: il tasso di inflazione colpisce in maniera più pesante i redditi più bassi e i consumi alimentari sono, generalmente, gli ultimi ad essere intaccati in una situazione di crisi. L’insieme di tali indicatori restituisce un quadro allarmante, che si inserisce in una situazione già compromessa dai continui rincari registrati negli ultimi anni, che hanno determinato modifiche nelle abitudini di consumo e rinunce importanti da parte delle famiglie.
È quindi urgente che il Governo intervenga per contrastare i nuovi aumenti e sostenere le famiglie, affinché difficoltà, disagio e disuguaglianze non si aggravino ulteriormente. È indispensabile, in tal senso, attuare:
- la riforma e degli oneri di sistema su beni energetici (eliminando voci obsolete e spostandone altre sulla fiscalità generale);
- la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia);
- la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una determinata azione di contrasto alla povertà alimentare;
- lo stanziamento di maggiori risorse per la sanità pubblica;
- l’avvio di misure per riequilibrare le disuguaglianze esistenti, attraverso un rinnovo dei contratti, una giusta rivalutazione delle pensioni e una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i redditi medio-bassi.
