Economia e Lavoro

Innovazione: Urso, Pmi innovative crescono del 29%, incubatori +71,7%

 

“Per quanto riguarda l’innovazione, le PMI innovative crescono del 29%, gli incubatori certificati del 71,7% e le domande di brevetto per invenzione del 32,3% rispetto al 2022. Stiamo investendo sull’innovazione e lo dimostra il Piano Transizione 5.0. che ha consentito agevolazioni per 4 miliardi e 256 milioni in pochi mesdi , che se sommiamo a Industria 4.0, superiamo i 10 miliardi di incentivi alle imprese su innovazione digitale ma anche green. È questa la differenza tra Transizione 5.0 e Industria 4.0: Transizione 5.0 permette l’effecientamento energetico, la riduzione del costo e del consumo energetico anche attraverso l’autoconsumo industriale con i pannelli fotovoltaici. Per questo abbiamo programmato quasi 10 miliardi, per l’esattezza 9,8 mld triennali (2026-2028) per investimenti delle imprese in innovazione digitale e green. Siamo il paese in Ue che più ha fatto in una misura che insieme unisce la duplice sfida dell’innovazione digitale e green”. Così il ministro delle imprese e del made in italy Adolfo Urso, in question time alla Camera.

Per quanto riguarda le retribuzioni- aggiune- “sono aumentate in questi mesi grazie al rinnovo dei contratti stabili, nazionali e dal fatto che sin dall’inizio della legislatura abbiamo tagliato in modo strutturale il cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori.

Per quanto riguarda la vitalità di imprese: nel 2025 il saldo tra imprese nate e cessate è nettamente positivo per 56.599 unità, il valore più alto del periodo 2022-2025”.

Urso fa notare: “noi siamo responsabili dei dati degli ultimi tre anni che invece indicano una netta inversione di tendenza, una ripresa del potere d’acquisto delle famiglie molto importante e significativa che si è realizzata anche perché nel 2024 l’inflazione è stata all’1,1% – e nell’ottobre 2022, quando ci siamo insediati al Governo, era al 12,6% – e nel 2025 all’1,6%: questo ha consentito un forte recupero del potere d’acquisto suffragato dal fatto che in questi tre anni sono stati creati 1 milione e 200.000 occupati in più e si è fortemente ridotto il numero dei contratti precari di 550. 000 unità. Questo ha allargato la base occupazionale e ha consentito l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie e invertito la tendenza rispetto ai decenni precedenti”.

 

 

Dazi: Urso, non risultano formalizzate nuove richieste Usa, approccio Ue prudente

“Le minacce di nuovi dazi non risultano allo stato formalizzate dagli Usa, manteniamo un approccio prudente e coordinato in sede europea”. Come è noto, fa sapere Urso, il Commissario europeo Sefcovic ha incontrato il rappresentante americano per il commercio, per evitare un nuovo aumento dei dazi e confermare il valore dell’accordo già raggiunto che per noi resta assolutamente valido, proporzionato e responsabile. – ha detto Urso-Le recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump del 30 aprile scorso sull’aumento dei dazi al 25% su auto e camion provenienti dall’Unione europea prefigurano infatti un possibile inasprimento delle tensioni commerciali transatlantiche, che il Governo segue con la massima attenzione condividendo e supportando l’azione della Commissione titolata a rappresentarci. Le minacce di nuovi dazi non risultano, allo stato, formalizzate tramite atti esecutivi e anche per questo manteniamo un approccio prudente e coordinato in sede europea, perché una risposta isolata rischierebbe di alimentare un ciclo di ritorsioni dannoso per l’intera filiera”. “Stiamo inoltre insistendo in sede europea- prosegue Urso – affinché la Commissione agisca anche sul piano interno, per eliminare i cosiddetti “dazi interni” che penalizzano il sistema produttivo europeo anche nella competizione globale. Chiediamo che sia anticipata l’entrata in vigore dell’Industrial Accelerator Act, prevista per il 2028, troppo tardi, chiediamo che sia rafforzato il principio del Made in Europe che è stato introdotto su nostra richiesta e ribadiamo la necessità di estendere il principio della neutralità tecnologica nella revisione del Regolamento CO2, che abbiamo richiesto su nostra richiesta, così da tutelare la competitività della filiera industriale europea.

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