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  Iran, la pressione di Israele spinge Teheran verso nucleare

Mentre Israele continua il suo attacco contro Hezbollah in Libano, l’Iran sembra sempre più messo alle corde. Gli sforzi di Israele per indebolire le milizie sciite si sono concentrati su una serie di obiettivi: eliminare i leader chiave di Hezbollah , distruggere le loro armi e altri siti militari e prendere di mira un gran numero di combattenti e simpatizzanti.

Hezbollah è stato indubbiamente indebolito nelle ultime settimane, il che pone un dilemma per l’Iran. Questa pressione sostenuta sul suo principale gruppo militante per procura potrebbe spingere l’Iran ad acquisire finalmente un’arma nucleare?

La strategia di deterrenza dell’Iran

L’Iran per decenni ha adottato questa strategia di deterrenza avvalendosi di Hezbollah in Libano e poi estendendosi a gruppi militanti palestinesi come Hamas e la Jihad islamica palestinese a Gaza, a varie fazioni militanti irachene e ai ribelli Houthi nello Yemen.

Questa strategia ha consentito all’Iran di proiettare la propria potenza nella regione e di contrastare la pressione degli Stati Uniti, di Israele e dei loro alleati, scoraggiando qualsiasi confronto militare diretto da parte dei suoi avversari.

Sia l’Iran che Israele, fino a poco tempo fa, sembravano riluttanti a impegnarsi in una guerra su vasta scala, adottando  certe regole di ingaggio in cui si esercitano reciprocamente pressione senza arrivare a un conflitto totalei.

L’Iran ha a lungo evitato lo scontro diretto con Israele, anche quando Israele ha preso di mira le sue milizie in Siria e assassinando suoi scienziati nucleari nrgli ultimi decenni. Ma di  recente questa strategia è cambiata per l’impatto dei prolungati attacchi di Israele alla sua rete e ha risposto lanciandodue attacchi missilisti contro Israele.  negli ultimi sei mesi.

Ciò indica che, con l’intensificarsi della pressione sui rappresentanti dell’Iran, Teheran potrebbe ricorrere sempre più a strategie alternative per ristabilire un’efficace deterrenza contro Israele e i sui alleati.

Probabilmente Tel Aviv  stia ora guadagnando quella che viene chiamata “dominanza dell’escalation”sull’Iran che  accade quando un combattente intensifica un conflitto in modi che saranno svantaggiosi o costosi per l’avversario. Mentre  quest’ultimo non può fare lo stess, sia perché non ha opzioni di escalation, sia perché le opzioni disponibili non migliorerebbero la situazione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso una ” dura risposta ” all’ultimo attacco missilistico dell’Iran contro Israele all’inizio di ottobre. Ciò potrebbe spingere ulteriormente l’Iran a cambiare la sua strategia di deterrenza, in particolare se Israele colpisse le strutture nucleari dell’Iran, ma forse anche quelle petrolifere.

L’Iran verso una nuova strategia nucleare

Con la crescente pressione sui leader iraniani, il regime sta ora discutendo sulla accelerazione del sul suo programma nucleare che comunque, secondo informazioni di intelligence occidentali, è già a buon punto.

Ciò rappresenterebbe un cambiamento importante nella politica iraniana. L’Iran ha a lungo sostenuto che il suo programma nucleare è strettamente per scopi civili, senza alcuna intenzione di sviluppare una componente militare, ma li Stati Uniti e i suoi alleati hanno  contestato questa affermazione.

L’8 ottobre, il parlamento iraniano  ha annunciato di aver ricevuto una bozza di legge per “l’espansione dell’industria nucleare iraniana”, che sarà discussa in parlamento. La natura di questa espansione non è ancora notae non è chiaro se includerà un programma militare. Tuttavia, recenti dichiarazioni di funzionari iraniani suggeriscono tale programma è già avviato

Kamal Kharrazi, membro dell’Expediency Discernment Council,un’assemblea amministrativa di alto rango nominata dal leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, ha vvisato di una riconsiderazione del programma nucleare iraniano, nel corso di una sua intervista già a maggio.

Il livello di deterrenza dell’Iran sarà diverso se l’esistenza della Nazione sarà minacciata, allora la decisione di produrre una bomba nucleare cambierà la sua dottrina nucleare.

Le richieste in Iran per una revisione della dottrina di difesa del paese stanno diventando sempre più forti. Questa settimana, circa 40 legislatori hanno scritto una lettera al Consiglio superiore per la sicurezza nazionale che decide sulla politica.

Hanno chiesto al consiglio di riconsiderare l’attuale politica nucleare, sottolineando che la fatwa di Khamenei che proibisce la produzione di una bomba potrebbe essere soggetta a modifiche a causa degli attuali sviluppi.

Sulla stessa linea, l’ayatollah Hassan Khomeini, nipote del fondatore della rivoluzione islamica ed ex leader supremo , Ruhollah Khomeini, che la settimana scorsa ha chiesto di “aumentare il livello di deterrenza contro Israele. I media iraniani hanno interpretato questa affermazione come un riferimento alle armi nucleari.

Ci sono anche state segnalazioni che ipotizzano che un terremoto in Iran, la scorsa settimana , potrebbe essere stato un test di una bomba nucleare, ma  gli Stati Uniti  hanno affermato che non ci sono ancora prove.

Un accordo nucleare rilanciato è sempre più improbabile

Nel 2015, l’Iran ha firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) con i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, più la Germania e l’Unione Europea. Questo accordo gli ha permesso di perseguire un programma nucleare civile con alcune restrizioni sui suoi impianti nucleari critici. In cambio, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno accettato di revocare le sanzioni all’Iran.

Ma  gli Stati Uniti si sono ritirati dall’accordo sotto l’allora presidente Donald Trump nel 2018 e hanno reimposto le sanzioni all’Iran. Da allora Teheran ha impedito , a diversi ispettori internazionali di monitorare alcuni dei suoi siti nucleari. Ormai è diffusa l’opinione che manchino poche settimane  alla produzione di materiale bellico sufficiente per costruire una bomba.

Negli ultimi anni, gli sforzi per rilanciare i negoziati sul nucleare non hanno prodotto grandi risultati, sebbene il nuovo presidente iraniano, Masoud Pezeshkian,abbia lasciato intendere che il suo governo sarebbe disposto a impegnarsi nuovamente con l’Occidente e a riprendere i colloqui.

Tuttavia, se Israele dovesse attaccare gli impianti iraniani come rappresaglia per l’attacco missilistico della scorsa settimana,, l’Iran potrebbe ritenere necessario optare per la militarizzazione del suo programma.

In tal caso lo farebbe con l’intenzione espressa di ripristinare un equilibrio di deterrenza con Israele per impedire una guerra su vasta scala, soprattutto perché Israele è già in possesso delle atomiche con conseguenze disastrose sia per l’Iran che per la regione mediorientale.

Ciò porterebbe senza dubbio a una maggiore pressione internazionale e a sanzioni statunitensi sull’Iran, rendendolo ancora più isolato, ma potrebbe anche  innescare una corsa agli armamenti nucleari nella regione, poiché l’Arabia Saudita si è già impegnata in tal sensose l’Iran ne sviluppasse uno.

GIELLE

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