Esteri

Iran, Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”

 

“Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. L’escalation del conflitto in Medio Oriente “preoccupa su diversi fronti. In generale, io sono preoccupata intanto da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale, degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo su Rtl 102.5. (nella foto). “Era purtroppo prevedibile – spiega la premier – dopo l’anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ovvero la Russia, “che invadeva un suo vicino e chiaramente ha reso la situazione sempre più instabile. Sono preoccupata da un conflitto che, in particolare con la reazione scomposta dell’Iran, che sta sostanzialmente bombardando tutti i Paesi, compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano. E chiaramente questo comporta il rischio di un’escalation che può avere conseguenze totalmente imprevedibili. Sono ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia. Noi stiamo lavorando su tutti questi fronti”.

 

Iran: Meloni, nessuna richiesta sulle basi, decideremo col Parlamento  

 

“Per quello che riguarda le basi militari mi pare che tutti si stiano attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri: ‘Esiste un accordo bilaterale e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo di basi spagnole’. Significa che non viene messo in discussione quello che prevedono gli accordi e penso che valga per tutti così, vale anche per noi. Noi in Italia abbiamo delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che non ho diciamo siglato io, che risalgono al 1954 e sono sempre stati aggiornati”, ricorda la premier aggiungendo che “secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, ovvero operazioni di non bombardamento”. “Poi se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro – spiega Meloni – la competenza sul decidere se concedere o no un utilizzo più esteso sarebbe del Governo ma penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”.

 

Iran: Meloni, tutti mobilitati su rischi terrorismo, guardia altissima

 

“Noi sappiamo che il terrorismo legato al fondamentalismo islamico è un fenomeno particolarmente complesso. È un fenomeno sul quale non si può e non si deve mai abbassare la guardia. È un fenomeno che utilizza anche attori e azioni solitarie, e questo è particolarmente complesso, ma posso dire che anche da questo punto di vista siamo totalmente mobilitati. Sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, sono allertati permanentemente – sottolinea la premier -. Il ministro Piantedosi ha già convocato il Comitato nazionale ordine e sicurezza, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo si sta riunendo in modo cadenzato e noi da questo punto di vista abbiamo ovviamente delle eccellenze, quindi sicuramente anche qui non siamo distratti. La guardia è altissima e particolarmente lo deve essere in un momento come questo”.

 

 

“Ombrello nucleare francese non può diventare europeo”

 

“La Francia parla da molto tempo della sua capacità di dissuasione nucleare come di un ombrello che può proteggere anche il resto d’Europa, però per quello che riguarda il tema dell’ottica dell’autonomia strategica europea penso che valga la pena specificare che in nessun caso la Francia intende mettere sotto controllo europeo il suo arsenale nucleare. Cioè Macron ha ribadito che l’utilizzo del nucleare francese rimarrebbe sotto l’esclusiva decisione del presidente francese, quindi sono due temi diversi. Sicuramente è un contributo importante al dibattito sulla sicurezza in Europa, ma è un dibattito molto più ampio e una materia di questo tipo non può ad esempio non tenere conto delle garanzie che già esistono in ambito Nato. Noi facciamo parte dell’Alleanza Atlantica quindi la nostra cornice rimane sempre l’Alleanza Atlantica – aggiunge Meloni -. Chiaramente quando si discute una materia di questo tipo bisogna vedere quale è la complementarietà con quel modello e con quelle garanzie, che è esattamente la riflessione che sta facendo l’Italia, che sta facendo anche con la Francia, anche in vista del prossimo vertice intergovernativo prima dell’estate, e sicuramente discuteremo anche questa materia”. “Però ecco non si tratta di rendere europeo l’ombrello nucleare francese, si tratta di mantenerlo francese. Ecco, questo è un elemento che penso che aiuti nella riflessione”, conclude.

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