Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che il regime iraniano sta vivendo i suoi “ultimi giorni e settimane”, tenuto conto della brutale repressione delle proteste in corso nel Paese. “Quando un regime riesce a mantenere il potere solo con la violenza, e’ di fatto allo stremo. Credo che stiamo assistendo agli ultimi giorni e settimane di questo regime”, ha detto Merz durante una visita a Bangalore, nell’India meridionale, le cui dichiarazioni sono state trasmesse dalla televisione tedesca.
Si muove anche Madrid. La Spagna ha convocato l’ambasciatore iraniano a Madrid per esprimere “forte ripudio e condanna” della repressione delle proteste che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato centinaia di morti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a Catalunya Radio. “Il diritto degli uomini e delle donne iraniane a protestare pacificamente, la loro libertà di espressione devono essere rispettati” e “gli arresti arbitrari devono cessare”, ha dichiarato Albares.Dall’altra parte dell’Oceano anche l’Australia batte un colpo. ”Siamo al fianco del popolo iraniano nella sua lotta per la dignità e la libertà”. Lo ha dichiarato il primo ministro australiano Antony Albanese su ‘X’. ”Condanniamo il regime iraniano e sosteniamo un Iran democratico che rispetta i diritti umani”, ha aggiunto. Mentre l’Occidente tiene la sua posizione di contrasto all’attuale regime, La Cina ha una posizione decisamente diversa, ovvero tutelerà “con decisione i suoi legittimi diritti e interessi” dopo le minacce del presidente americano Donald Trump di dazi a carico di chi manterrà i rapporti commerciali con l’Iran. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, secondo cui Pechino “ha sempre creduto che non ci sono vincitori delle guerre tariffarie”. Ieri il tycoon ha annunciato su Truth che, “con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell’Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Usa. Questo ordine è definitivo e vincolante”.
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