La Russia ha effettuato 12 attacchi su larga scala contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina nel 2024, lanciando circa 1.100 missili da crociera e balistici su questi impianti: lo ha detto il rappresentante permanente di Kiev presso le Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, come riporta Ukrinform. “Quello di venerdì scorso è stato il 12mo attacco effettuato dalla Russia contro le nostre infrastrutture energetiche solo nel 2024. Per questi attacchi, la Russia ha utilizzato circa 1.100 missili, sia da crociera che balistici”, ha affermato il diplomatico. Come riporta la rivista Newsweek, l’intelligence statunitense considera “imminente” il dispiegamento del nuovo missile balistico a medio raggio Orenshnik. Per gli 007 americani, l’utilizzo rientra nel piano di intensificazione bellica da parte di Mosca. Un’ulteriore spia sull’utilizzo del missile su larga scala nel conflitto in Ucraina arriva direttamente dal presidente russo Vladimir Putin che nel corso di un intervento televisivo ha decantato le capacità dell’arma. Il leader del Cremlino è tornato a minacciare gli alleati Nato di possibili raid nei confronti dei Paesi che hanno autorizzato Kiev a lanciare missili a lungo raggio. Come detto, ad allarmare è anche la velocità del razzo che – con una capacità di trasporto stimata pari a sei testate nucleari – può raggiungere i 3,6 chilometri al secondo. Tale rapidità consentirebbe di colpire il bersaglio senza il rischio di essere distrutto dagli attuali sistemi antimissile. Nel suo primo utilizzo sul campo di battaglia, Oreshnik è stato lanciato dalla regione di Astrakhan, lontana da Dnipro oltre mille chilometri, e ha toccato il bersaglio in 15 minuti. Se fosse equipaggiato con testate nucleari indipendenti, ognuna di esse potrebbe avere una capacità di 0,3 megatoni, ovvero 300 chilotoni. La bomba che ne 1945 ha colpito Hiroshima era pari a 16 chilotoni
