di Andrea Maldi
Vanno in negativo le borse di tutto il mondo ed ennesimo crollo di Wall Street: in apertura il Nasdaq ha segnato il 3,71% a 15.009 punti e il Dow Jones ha perso -3,05% a 37.146 punti. Inoltre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito che Donald Trump stesse valutando una pausa di 90 giorni per i dazi, ha chiarito che si è trattato di un malinteso, una “fake news”.
L’equivoco è nato dal fatto che il miliardario americano Bill Ackman, grande sostenitore del Tycoon, in un lungo post su X ha chiesto al commander in chief una “moratoria di 90 giorni” sui dazi, descrivendola come una “guerra economica nucleare” che potrebbe generare una crisi mondiale e ricadere sui suoi fautori. “Il presidente ha l’opportunità di dichiarare una pausa di 90 giorni per risolvere le dispute commerciali attraverso negoziati. Se invece andiamo avanti con questa strategia, rischiamo di paralizzare gli investimenti, frenare i consumi e bloccare le aziende che non avranno altra scelta che ridurre gli investimenti e licenziare i lavoratori. E’ in serio pericolo la reputazione degli Stati Uniti per anni, se non per decenni”, ha dichiarato Ackman.
D’altronde i dazi imposti da Trump hanno già causato un calo di 6 mila miliardi di dollari nelle azioni americane, alimentando la paura di una possibile recessione che colpirebbe soprattutto le categorie più deboli della popolazione.
Intanto i rapporti tra Whashington e Pechino si fanno sempre più tesi. All’entrata delle tariffe del 34% su tutte le merci cinesi importate, la Cina ha risposto con ugual misura: dazi del 34% su tutti i prodotti made in Usa. Il commander in chief alza la posta in gioco, e minaccia di aumentare l’aliquota del 50% se Pechino non ritira le sue contromosse entro l’8 di aprile, chiudendo qualsiasi dialogo con la Cina: “Tutti i colloqui sui dazi con la Cina saranno interrotti subito. I negoziati con gli altri Paesi, che hanno richiesto gli incontri, inizieranno immediatamente”, ha scritto Trump sul suo social Truth. Washington sfida Pechino non solo sulla questione dazi, ma anche sulla faccenda TikTok, il noto social di proprietà della cinese ByteDance. Trump ha prorogato di altri 75 giorni il termine ultimo per trovare un’intesa per la cessione degli asset americani della piattaforma di video sharing cinese. Infatti secondo una legge approvata durante l’amministrazione Biden, la ByteDance avrebbe dovuto vendere la sua piattaforma entro il 5 di aprile, pena la chiusura definitiva del social su tutto il territorio americano.
Dall’altra parte del mondo, la testata ufficiale del partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo, esorta a “resistere insieme alle tempeste” nel mezzo dell’escalation di una guerra commerciale, assicurando che la Cina si concentrerà in “modo risoluto” ed è pronta a fronteggiare i dazi di Donald Trump con interventi straordinari. Mentre gli altri Paesi tentano di dialogare con il Tycoon, Pechino a poche ore dal varo dei dazi reciproci ha subito adottato le sue contromosse.
