Esteri

La condanna di Zaki, Meloni: “Il nostro impegno continua, siamo fiduciosi”

“Il nostro impegno per una soluzione positiva del caso di Patrick Zaki non è mai cessato, continua, abbiamo ancora fiducia”, dice la premier Giorgia Meloni.

SCHLEIN: TAJANI RIFERISCA ALLE CAMERE SU ZAKI

“Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di reclusione in Egitto, vederlo portare via in tribunale pesa come un macigno, non ci sono parole per questa gravissima ingiustizia. Siamo di fronte a un verdetto scandaloso: ora serve la mobilitazione di tutte e tutti per riaffermare le ragioni del diritto e chiederne la liberazione. Il governo italiano batta ufficialmente un colpo: il ministro Tajani venga a riferire alle Camere”. Lo chiede la segretaria del Pd Elly Schlein. Patrick George Zaki “è stato processato ai sensi della legge sullo Stato di emergenza che non consente ricorsi in appello. La legge prevede la ratifica definitiva” della sentenza “da parte del Presidente egiziano, che ha il potere di approvare, annullare o emendare la sentenza, nonché il potere di emettere una grazia presidenziale”. Così informa in una nota lEgyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l’ong con cui Patrick Zaki, il ricercatore dell’università di Bologna, ha collaborato fino al suo arresto per promuovere la difesa dei diritti umani nel suo Paese.  Lo stato d’emergenza, proclamato dal presidente Abdel Fattah Al-Sisi nel 2017 per tre mesi in seguito a un doppio attacco terroristico che colpì due chiese nel Paese, e rinnovato poi per quattro anni, è stato sospeso nell’ottobre del 2021. Grazie a quella legge, secondo le ong come l’Eipr, sarebbe stato più semplice incarcerare attivisti, oppositori politici e dissidenti: in assenza di stime ufficiali, le organizzazioni per i diritti calcolano che dalle 40mila alle 100mila persone sarebbero dietro le sbarre per reati di opinione.

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