Di Fulvio Barion
Nel primo capitolo di questa analisi abbiamo visto come il Nulla non sia un’invasione di mostri, ma un’evaporazione di senso. Oggi quel Nulla è uscito dalle pagine de La Storia Infinita per entrare nelle nostre case, nelle scuole e, drammaticamente, nei fatti di cronaca dove il confine tra realtà e pulsione distruttiva si è dissolto.
L’AURYN al collo di una generazione senza padri
Ogni adolescente oggi porta al collo un moderno AURYN: lo smartphone. L’iscrizione sul gioiello dell’Infanta Imperatrice, “Fa’ ciò che vuoi”, è stata tragicamente fraintesa. Le famiglie e una certa parte politica, senza comprendere il contenuto intrinseco del limite, hanno trasformato la “Libertà di essere” nella “Licenza di avere tutto, subito”.
Ma come insegnava il leone Graogramàn a Bastian, seguire la propria “Vera Volontà” è il cammino più difficile. Senza una guida, il potere dell’AURYN diventa tossico. Se un giovane non viene educato al sacrificio e alla gestione della frustrazione, il “No” di un insegnante o di un genitore non viene percepito come un atto educativo, ma come un guasto del sistema da eliminare. L’accoltellamento non è che l’estremo, tragico tentativo di un “Io” ipertrofico di abbattere l’unico limite che ancora percepisce: il corpo dell’altro.
Il moderno Gmork: l’anestesia del cervello
Chi sussurra oggi alle orecchie dei nostri ragazzi? Se il Nulla è la malattia, Gmork è il suo servitore consapevole. Il Gmork di oggi non ha artigli, ma algoritmi. È l’anestesia digitale che satura il cervello di dopamina a basso costo, rendendo impossibile il pensiero critico.
- Il sussurro tecnologico: “Il tuo desiderio è un diritto immediato. Non pensare, clicca. Non aspettare, consuma”.
- L’effetto Bauman: In una società “liquida”, dove tutto scorre e nulla resta, il cervello anestetizzato perde la memoria. E come accade a Bastian, chi perde la memoria perde se stesso. Senza radici familiari e storiche, l’individuo diventa un guscio vuoto, pronto a reagire con violenza cieca a qualsiasi ostacolo.
Verso la Città degli Imperatori Solitari
Il risultato finale di questa deriva è la Città degli Imperatori Solitari. È il luogo dove finiscono coloro che hanno usato il potere del desiderio senza amore e senza scopo. È la fotografia dei nostri giovani chiusi nelle stanze, “connessi” ma profondamente soli, incapaci di comunicare se non attraverso l’urto.
La responsabilità è di chi ha permesso questa anestesia. Famiglie che, per vigliaccheria o ignoranza, hanno delegato l’educazione a uno schermo, e istituzioni che hanno smantellato l’autorità del “Padre” in nome di un progresso che si è rivelato un deserto di valori.
Conclusione
Il Nulla vince quando gli adulti smettono di essere testimoni di un senso. Quando un insegnante viene colpito, è il segno che il “servitore del Nulla” ha convinto il ragazzo che quell’insegnante non è una persona, ma una menzogna che impedisce la realizzazione della sua pulsione.
Domani non basterà invocare più sicurezza: dovremo chiederci come togliere l’AURYN dalle mani di chi non ha ancora i ricordi e la forza per portarne il peso. Perché un potere senza scopo è solo la prefazione di una tragedia.
