Nelle polemiche che inevitabilmente accompagnalo la presentazione della riforma targata Centrodestra, non poteva non mancare la presa di posizione del fuoriuscito ex leghista Vannacci: “La legge elettorale” proposta dal centrodestra “l’ho vista in maniera non approfondita, se ne parlava da tempo. Ho visto questo premio di maggioranza al 40%, ma io non mi preoccupo, noi cavalchiamo con qualsiasi legge elettorale. Non è questa che secondo me pone dei problemi a Futuro Nazionale, che è un partito che ancora deve nascere ed è già dato secondo alcuni sondaggi al 4%. Quindi molti parlavano di questa soglia del 3% che avrebbe dovuto impedire a Futuro Nazionale di potersi presentare o comunque di avere una sua rilevanza nelle elezioni, noi di questo non ci preoccupiamo”. Così Vannacci a Radio24. “Quello che duole purtroppo constatare – sottolinea l’eurodeputato e leader di Futuro Nazionale – è che ancora una volta non sono presenti le preferenze. Ancora una volta si toglie la sovranità al popolo italiano che non è libero di decidere chi eleggere e chi no, e si continua a rafforzare il potere dei partiti, che ricordo essere solamente funzionali al dibattito politico”. “Chi è sovrano in una democrazia come quella italiana è il popolo, ed è il popolo che deve essere libero di eleggere chi pensa che possa rappresentarlo al meglio. Quindi, ancora una volta una legge che secondo me non rispetta quelle che dovrebbero essere le volontà popolari e che purtroppo non pone una soluzione anche all’astensionismo, perché molti non vanno a votare proprio perché convinti che non potendo scegliere chi li rappresenti al meglio, sia inutile recarsi alle urne”. Poi sulle alleanze il Generale puntualizza sulla sua posizione: “Entrare nella coalizione di centrodestra? Futuro Nazionale è un partito indipendente, si presenta come indipendente. Ho già detto tante volte che è il naturale interlocutore del centrodestra, ma corre da indipendente. Le alleanze si fanno prima delle elezioni. Questo lo vedremo con gli equilibri che si verranno a creare all’alba della chiamata alle urne”. Riguardo poi alla distanza con la maggioranza sul dossier Ucraina come ostacolo difficilmente superabile, l’eurodeputato replica: “Lo vedremo nel 2027. Io ricordo che più del 50% degli italiani, secondo ultimi sondaggi, sono contrari all’invio di armi all’Ucraina. Quindi anche qua se dovessimo rispettare quella che è la volontà popolare, probabilmente la coalizione di governo dovrebbe ripensare a quelle che sono le sue posizioni”.
Red
