La guerra di Putin

Leone XIV: “Non dimentichiamo che la pace è possibile”

 

“Cari fratelli e sorelle, quanto è avvenuto nei giorni scorsi in Turchia e Libano ci insegna che la pace è possibile e che i cristiani in dialogo con gli uomini e le donne di altre fedi e culture possono contribuire a costruirla. Non dimentichiamo la pace è possibile : è l’appello di Papa Leone al termine dell’Angelus in piazza San Pietro.

Poi Leone, nel pomeriggio dell’8 settembre ha presenziato al rito dell’omaggio all’Immacolata. Anche in questo 2025 messo a dura prova da guerre e crisi si rinnova l’atto di devozione del Papa alla statua della Vergine in Piazza di Spagna, centro nevralgico del lusso capitolino. Un momento di popolo, un appuntamento che suggella il legame tra Roma e il suo vescovo. Leone XIV prosegue la tradizione avviata da Giovanni XXIII nel 1958 e mai interrotta. Mai, neppure durante gli anni della pandemia di Covid-19, quando Papa Francesco volle ugualmente compiere “privatamente”, al mattino presto, l’atto di venerazione al monumento mariano realizzato dall’architetto Luigi Poletti e dallo scultore Giuseppe Obici in onore del dogma dell’Immacolata Concezione. Poi le parole del Papa un una accorata supplica: Vergine Immacolata, Madre, Ave, o Maria! Rallegrati, piena di grazia, di quella grazia che, come luce gentile, rende radiosi coloro su cui riverbera la presenza di Dio

All’Immacolata, “Madre di un popolo fedele” la cui “trasparenza illumina Roma di luce eterna” e il cui “cammino profuma le sue strade” più dei fiori oggi a Lei offerti, Papa Leone affida i “pellegrini dal mondo intero” che “hanno percorso le strade di questa città nel corso della storia e in questo anno giubilare”.

Un’umanità provata, talvolta schiacciata, umile come la terra da cui Dio l’ha plasmata e in cui non cessa di soffiare il suo Spirito di vita

“Guarda, o Maria, a tanti figli e figlie nei quali non si è spenta la speranza”, prega il Vescovo di Roma. Ed esprime un auspicio per questo Giubileo che si concluderà tra meno di un mese: “Fiorisca la speranza giubilare a Roma e in ogni angolo della terra, speranza nel mondo nuovo che Dio prepara e di cui tu, o Vergine, sei come la gemma e l’aurora”. Dopo le porte sante, si aprano ora altre porte di case e oasi di pace in cui rifiorisca la dignità, si educhi alla non violenza, si impari l’arte della riconciliazione

In occasione della solennità dell’8 dicembre riproponiamo alcune riflessioni dei Pontefici. Un itinerario mariano che si lega al dogma proclamato da Papa Pio IX

“Venga il regno di Dio”, recita ancora il Papa. “Ispira nuove intuizioni alla Chiesa che in Roma cammina e alle Chiese particolari che in ogni contesto raccolgono le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei nostri contemporanei, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono”. “Riconcilia e trasforma la città terrena in cui si prepara la Città di Dio”, è ancora l’invocazione del Pontefice alla madre di Dio che chiede di intercedere per tutti coloro che sono “alle prese con cambiamenti che sembrano trovarci impreparati e impotenti”.

Ispira sogni, visioni e coraggio, tu che sai più di chiunque altro che nulla è impossibile a Dio, e insieme che Dio non fa nulla da solo.

Le ultime battute dell’accorata preghiera, recitata in italiano, sono una richiesta di aiuto. Aiuto “ad essere sempre Chiesa con e tra la gente, lievito nella pasta di un’umanità che invoca giustizia e speranza”.

Red

Related posts

Ucraina, portavoce dell’aviazione Yuriy Ignat: “Se perdessimo il cielo, saremmo sconfitti”

Redazione Ore 12

  Kiev, nella notte abbattuti nel cielo della Capitale sette droni russi

Redazione Ore 12

Anche la Nato rischia per gli attacchi ucraini al territorio russo

Redazione Ore 12