Esteri

L’Europa sempre più vicina alla crisi idrica

 

di Balthazar

Rendere l’Europa resiliente all’acqua” questo il documento che la Commissione Europea sta elaborando per proteggere il nostro continente dai cambiamenti climatici.  Oltre il 40% della popolazione dell’UE sta già vivendo una situazione di scarsità d’acqua e i dati mostrano che senza un intervento rapido, sempre più persone ne perderanno l’accesso illimitato.

Secondo Trine Christiansen, responsabile delle acque dolci dell’Agenzia europea dell’ambiente e “potremmo semplicemente non avere abbastanza acqua di qualità sufficientemente buona per i numerosi scopi per cui vorremmo utilizzarla”.

Un rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente del 2024 afferma che le risorse idriche del Continente sono sotto una pressione crescente a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento eccessivo di queste risorse e i cambiamenti climatici renderanno più difficile l’accesso e la gestione dell’acqua, causando perdite di vite umane e miliardi di danni economici.

L’AEA ha concluso che “cambiamenti radicali” negli stili di vita e nel sistema economico europeo rappresentano l’unica soluzione per affrontare la crisi.

L’agricoltura è uno dei principali responsabili della crisi idrica e rappresenta quasi il 60% del consumo netto di acqua dolce dell’UE, con una domanda prevista in aumento a causa dei cambiamenti climatici.

Inoltre ‘inquinamento causato dall’agricoltura colpisce quasi un terzo delle acque sotterranee e superficiali europee. I fertilizzanti e il letame sono tra i principali responsabili dell’inquinamento e nelle acque possono causare problemi di salute, incluso il cancro.

Nonostante la legislazione europea limiti la concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee, dal 2000 non si sono registrati progressi, mentre la Commissione sta valutando come semplificare la legge del 2023.

Altre modifiche legislative si sono rivelate più efficaci e i fosfati come i nitrati, inquinanti se in quantità eccessive, nei fiumi si sono più che dimezzati tra il 1992 e il 2011; norme più severe sul trattamento delle acque reflue urbane e il divieto di utilizzo di fosfati nei detergenti hanno contribuito a questa diminuzione.

Anche gli sforzi per ridurre l’inquinamento dovuto all’uso intensivo di pesticidi hanno prodotto risultati, sebbene l’AEA abbia avvertito che nel 2021 il 10 percento delle falde acquifere non aveva raggiunto un buono stato chimico a causa delle elevate concentrazioni di pesticidi che dovrebbero ancora diminuire . entro il 2030.

Il cambiamento climatico è destinato ad aggravare la crisi idrica in Europa, aggravando la scarsità d’acqua a fronte di una domanda crescente. Si prevede che la siccità diventerà più frequente e intensa, soprattutto (ma non esclusivamente) nell’Europa meridionale.

Periodi di siccità più lunghi comprometteranno la qualità dell’acqua e metteranno a rischio l’approvvigionamento idrico di milioni di persone in Europa. Secondo il Centro Comune di Ricerca della commissione, entro il 2050 65 milioni di europei e Nel Regno Unito dovranno far fronte alla crisi idrica se le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare.

Fra le prime Le regioni del Mediterraneo saranno fra la più colpite, ma anche alcune parti dell’Europa centrale e settentrionale anche a causa della cattiva gestione e dalle scarse infrastrutture oltre alla domanda incontrollata da parte dell’industria, dell’agricoltura e dei sistemi pubblici di approvvigionamento idrico.

I costi per l’economia europea sarebbero immensi. L’agricoltura subirà il peso maggiore della scarsità d’acqua, con rese inferiori e costi maggiori per irrigare il terreno e nutrire gli animali. Anche la produzione di energia ne risentirà. Le centrali nucleari e termoelettriche avranno meno acqua per il raffreddamento e quelle idroelettriche produrranno meno elettricità. Mentre precipitazioni eccezionalmente intense provocheranno inondazioni senza infiltrarsi nel terreno, quindi non contribuiranno a ricostituire le scarse riserve idriche dell’Europa.

Il servizio scientifico dell’Unione stima che il danno cusato dalla sola siccità potrebbe raggiungere i 15 miliardi di euro entro il 2050, mentre i danni causati dalle inondazioni costiere e fluviale costeranno fino a 287 miliardi di euro all’anno entro la fine del secolo.

La bozza del documento della Commissione visionata dalla pubblicazione POLITICO, in agricoltura  propone di premiare gli agricoltori che “si impegnano in cambiamenti strutturali” per migliorare la gestione delle risorse idriche. Questo obiettivo verrebbe integrato nella Politica Agricola Comune.

Propone inoltre una “semplificazione” delle norme UE in materia di acque , in linea con la campagna in corso sulla semplificazione de, ma secondo POLITICO si pronuncia molto poco sull’inquinamento da nutrienti o pesticidi.

Per quanto riguarda le sostanze chimiche persistenti, la bozza propone di istituire un meccanismo di supporto per la bonifica delle “Sostanze Alchiliche Perfluorurate e Polifluorurate” più comunemente conosciute come “Sostanze chimiche permanenti” e di altre sostanze chimiche persistenti, istituendo un “partenariato pubblico-privato per la loro individuazione e bonifica”.

Related posts

Scempi ambientali, dieci università inchiodano alle proprie responsabilità il Presidente brasiliano Bolsonaro

Redazione Ore 12

Restituite da Israele le salme di 15 palestinesi, a Gaza restano i corpi di 4 israeliani

Redazione Ore 12

La risposta dell’Ue a Zuckerberg sull’ipotesi chiusura nel continente di Facebook e Instagram

Redazione Ore 12