di Viola Scipioni
Elly Schlein si ritiene soddisfatta di quanto accaduto: i 5S hanno deciso di appoggiare la candidatura di Andrea Orlando come Presidente della Regione Liguria. «Sono felice delle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle. È un passo avanti significativo» ha detto la segretaria dem alla Festa dell’Unità a Pesaro, «continuiamo in queste ore insieme il confronto, anche con altre forze che vorranno, speriamo, costruire una coalizione che sia competitiva e vincente per la Liguria» ha proseguito poi Schlein, seguita e appoggiata dalle parole di Orlando, che ha spiegato come l’appoggio del M5S è un fatto assolutamente importante e non può essere sottovalutato. «Ci sono ancora nodi da sciogliere e questioni da affrontare. La coalizione sta lavorando in queste ore e credo che sia giusto attendere per poi tirare le somme».
«Il Movimento 5 Stelle sostiene convintamente la candidatura di Andrea Orlando per la guida della Regione Liguria» ha detto Giuseppe Conte, scacciando via, almeno per il momento, tutti dubbi sul famoso campo largo che vedrebbe tutte le forze dell’opposizione coalizzarsi contro la destra del governo. C’è chi fino a qualche settimana fa non avrebbe mai creduto a conclusioni del genere, soprattutto nell’ala dei 5S: i terremoti tra Conte e Grillo, infatti, erano riusciti a lasciare scettici anche i più fiduciosi del campo largo; oggi, invece, si ritorna al clima postelettorale delle europee, facendo un piccolo passo avanti per l’unione delle sinistre, nonostante ciò resti comunque molto complicato.
Se da un lato, infatti, Elly Schlein è da settimane favorevole a un reinserimento di Matteo Renzi nella sinistra, dall’altro Giuseppe Conte è categorico: «sono convinto che resuscitare Renzi, premiandolo dopo la disfatta elettorale europea e i suoi ripetuti fallimenti, sia una scelta che avrebbe un costo pesantissimo per la serietà e credibilità del progetto di alternativa a Meloni. Una scelta peraltro incomprensibile per gli elettori, visto che Italia viva in questa legislatura ha votato quasi sistematicamente con il centrodestra e governa con le destre in molte amministrazioni territoriali. Incoronarlo così platealmente come credibile rappresentante di un polo moderato è un grande harakiri». D’altro canto, Renzi ha risposto così: «non intendiamo tenere i piedi in due scarpe. Siamo pronti a essere in una lista senza simboli di partito e sostenere Andrea Orlando, con cui ho posizioni diverse ma che ho comunque nominato ministro. Ma non ci siano alibi. Se la linea la dà Elly Schlein noi ci siamo, se la dà Giuseppe Conte non ci siamo». Si litiga ancora, dunque, sulla pelle degli elettori e no, nell’epoca in cui, forse, un nuovo “compromesso storico” dovrebbe essere all’ordine del giorno, e la segretaria dem si dimostra paladina di un’unità che mancava da tempo.
