Sono circa 1.500 le persone arrestate in Brasile dopo l’assalto ai palazzi delle Istituzioni brasiliane. Si cercano anche i responsabili del blitz che per alcune ore ha fatto vacillare la democrazia del Paese sudamericano. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che è rientrato in fretta a Brasilia, ha ricevuto la solidarietà internazionale e ha fatto capire che per quelli che ha definito “terroristi” sarà adottata la linea dura. Lula ha parlato al telefono anche col presidente Usa Joe Biden, che ha promesso “sostegno incrollabile”. Intanto, il medico di Jair Bolsonaro ha fatto sapere che l’ex leader si trova in un ospedale della Florida per una occlusione intestinale parziale. Lula, che al momento dell’assalto non era a Brasilia, nelle scorse ore ha fatto ritorno in città, ha visitato i palazzi saccheggiati e ha promesso una linea dura contro i responsabili. Dallo Stato di San Paolo, dov’era in visita nelle zone alluvionate di Araquara, ha subito firmato il decreto per sancire l’immediato intervento federale del governo di Brasilia e la nomina di Rodrigo Garcia Cappelli come responsabile dell’operazione. Il presidente ha condannato l’attacco “vandalico e fascista” subito dagli edifici pubblici e assicurato che “tutti i responsabili saranno individuati e giudicati”. Il capo dello Stato ha anche parlato di “atti terroristici”, evocando la possibilità che “siano stati finanziati da uomini d’affari anche all’estero”. Intanto, sentendosi chiamato in causa, dagli Stati Uniti è intervenuto anche Bolsonaro: ha cercato di prendere le distanze dagli atti di violenza definendoli “illegali”, ma ha aggiunto che a suo avviso non sarebbero diversi da quelli commessi da militanti di sinistra nel 2013 e 2017. L’ex presidente si trova in Florida e nelle scorse ore è stato ricoverato in una clinica di Orlando per “forti dolori addominali”. Il suo chirurgo, Antonio Luiz Macedo, ha spiegato all’agenzia Reuters che presenta una occlusione intestinale parziale che non dovrebbe essere oggetto di intervento chirurgico. “Un trattamento clinico dovrebbe risolverlo, come quando è stato ricoverato a San Paolo. Per cui non è una situazione grave”, ha spiegato il medico. La permanenza di Bolsonaro negli Usa, però, potrebbe presto interrompersi: alcuni parlamentari hanno ipotizzato una sua estradizione. Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, comunque, ha fatto sapere che per ora nessuna richiesta è arrivata dal Brasile.
