di Giuliano Longo
Nonostante gli articoli della stampa occidentale, fra i quali eccellono quelli italiani e che fanno prevalentemente riferimento alla notizie fornite dallo Stato Maggiore ucraino, anche negli Stati Uniti si tenta di dissipare la pesante coltre di nebbia propagandistica che grava, da entrambe le parti, sulla controffensiva di Kiev. Anche se è molto probabile che una visione più chiara del conflitto in campo venga fornita dall’intelligence americana e britannica ai rispettivi Governi e alla Nato, la comunità internazionale di esperti ed analisti sta tentando di valutare la situazione sulla stampa specializzata e i blog di vari commentatori. Comune è l’opinione che l’Occidente si attendesse un significativo successo, grazie al supporto Nato, sin dall’inizio di una controffensiva annunciata da mesi, ma appare chiaro che dopo la prima settimana di combattimenti, l’Ucraina ha fatto per ora solo qualche progresso verso i obiettivi secondari.
Anche se è troppo presto per dichiarare l’operazione un successo o un fallimento, i primi segnali non sono gran che incoraggianti per le forze armate ucraine (UAF), anche se Kiev aveva iniziato a “modellare le operazioni” all’inizio di maggio, con attacchi dietro le linee russe per prendere di mira posti di comando, depositi di munizioni e siti di stoccaggio di carburante. Le stesse incursioni sulla russa Belgorod,intendevano mantenere le forze di Mosca sparse e individuare l’obiettivo principale su cui sfondare le linee nemiche. Un attacco dal lato ucraino della linea a Zaporezhia,avrebbe consentito di incunearsi attraverso Tokmak fino a Melitipol e infine alla costa di Azov, tagliando a metà le forze di occupazione russe.
Ovviamente i russi sono consapevoli di questa vulnerabilità che sarebbe costata loro la perdita di Melitipol e per 6 mesi hanno costruito una complessa serie di cinture difensive su un fronte di 1.000 km, con la più alta densità di cinture difensive tra Zaporezhia e Melitipol. Il 5 giugno, l’Ucraina ha guidato la sua offensiva a sud della città di Orikiv nell’oblast di Zaporezhia e le forze russe non sono state colte di sorpresa conducendo un’operazione difensiva quasi da manuale, secondo la dottrina sovietica di ”azione di combattimento condotta allo scopo di respingere un attacco sferrato da forze nemiche superiori, causando pesanti perdite, mantenendo importanti regioni di terreno e creando condizioni favorevoli per passare a un’offensiva decisiva”come risulta dai documenti ufficiali dell’epoca. Quindi secondo gli analisti militari la prima area è la zona di sicurezzaper rallentare l’offensiva ucraina, ingannarlo sulle posizioni esatte dell’effettiva difesa, indebolire il più possibile gli attaccanti, ma non impegnarsi in modo decisivo. La linea successiva è la principale area difensiva formata da più cinture di veicoli corazzati interrati, trincee e postazioni difensive preparate e rinforzate con campi minati, alcuni dei quali possono essere profondi centinaia di metri, progettati per incanalare l’armatura nemica in “sacco di fuoco”sotto il fuoco della artiglieria. Si ritiene che tra queste cinture la Russia abbia nascosto unità mobili corazzate che cercheranno di incanalare i carri armati ucraini in luoghi noti e quindi colpirli sul fianco con il fuoco diretto di carri armati, artiglieria e droni. Attualmente Kiev ha già perso attrezzature per lo sminamento nei primi tre giorni nel settore di Orikiv nella zona di sicurezza russa. È probabile che i campi minati che le forze armate ucraine incontrano nelle zone difensive primarie siano molto più densi e coperti dal fuoco. Con le ridotte risorse ingegneristiche rimaste ora, non è chiaro come l’Ucraina sarà in grado di penetrare più cinture difensive con gli attuali livelli di forza disponibili. Il colonnello Daniel L. Davis che ha esperienza di conflitti sul campo con un articolo sull’autorevole pubblicazione 19fortyfive, temeche i commentatori americani e occidentali non siano consapevoli della probabile composizione delle difese russe e abbiano maggiori aspettative su ciò che Kiev otterrà poiché le sue prime mosse nasconderebbero le vere carte dell’offensiva da giocare successivamente. Il generale dell’esercito in pensione Ben Hodges è arrivato al punto di affermare domenica che l’offensiva dell’Ucraina non solo avrà successo e prevede che l’Ucraina “possa liberare la Crimea, il terreno decisivo di questa guerra, entro la fine di questa estate, cioè diciamo, entro la fine di agosto”.
Affermazione che viene contestata da altri esperti poiché anche lo stesso Hodges, stima che l’Ucraina abbia solo circa 35.000 soldati per la sua offensiva, mentre ne avrebbe bisogno di oltre dieci in più per riconquistare la Crimea. Come già riportava 19fortyfive all’inizio di quest’anno, l’UAF ha iniziato questa operazione con una potenza aerea offensiva e difesa aerea limitata, insufficiente quantità di proiettili di artiglieria e una forza equipaggiata con un miscuglio di armamenti moderni, ma anche antiquati antiquati, cno coscritti senza esperienza di combattimento e ufficiali e uomini addestrati dalla NATO. Nei primi giorni della offensiva veicoli da combattimento americani Bradley, MRAP e ve M113, carri armati Leopard 2 e altro, sono finiti nei campi minati subendo imboscate da droni e artiglieria, mentre da parte ucraina sono mancati proprio i droni nonostante la stampa di Kiev avesse riportato che l’Ucraina aveva addestrato fino a 10.000 operatori di droni, con il presupposto che le truppe ucraine ne avrebbero fatto un uso massiccio nell’offensiva. Inoltre aerei da combattimento ed elicotteri d’attacco russi continuano ad attaccare l’armata ucraina che non ha capacità di difesa aerea per coprire le sue importanti risorse strategiche nella parte occidentale del paese e proteggere l’intera linea del fronte. Cosa che non è per la Russia che sembra avere un’abbondante capacità di difesa aerea tattica impedendo all’aeronautica ucraina di svolgere qualsiasi ruolo. Senza contare che già nei mesi precedenti, molti analisti avevano stimato la grande perdita di risorse ucraine sacrificate nella difesa infruttuosa diBakhmut, mentre le presunte 20.000 vittime russe non furono subite dall’esercito russo in sé, ma dal gruppo Wagner, che successivamente si ritirò dai combattimenti attivi, mentre l’esercito russo in quella zona è rimasto praticamente intatto. Tornando alla situazione attuale l’Ucraina continua ad impegnarsi con piccole unità composte da carri armati, veicoli su ruote e mezzi corazzati. Ciò ha permesso alla Russia di concentrarsi su un piccolo gruppo alla volta, sfruttando le sue risorse di terra, aria e artiglieria. Alcuni strateghi ritengono invece che l’Ucraina per avere successo deve ammassare le sue forze in un punto decisivo decisivo del fronte per cercare di sopraffare i russi laddove non hanno forze sufficienti, scelta che probabilmente potrebbe avvenire a breve. anche se dal 5 giugno l’Ucraina ha distribuito le sue forze su Orikiv, Vremenka Ridge, Avdiivka, Bakhmut e Kupyansk, commettendo forse lo stesso errore dei russi agli inizi dell’invasione nel 2022. Nella sostanza alcuni analisti, forse in minoranza, ritengono che Zelensky sia in una situazione difficile, perché sua principale brigata equipaggiata e addestrata dalla NATO è stata sbranata al cancelletto di partenza e nessuna delle prime cinque brigate ha raggiunto e tanto meno penetrato, la prima cintura difensiva russa. Se il presidente ucraino ordina alle sue truppe di continuare ad avanzare, potranno eventualmente penetrare le cinture difensive della Russia, ma la maggiore potenza di fuoco della Russia è stata probabilmente riservata alla principale zona difensiva e le successive brigate ucraine potrebbero subire ancora più perdite. Tuttavia una novità è rappresentata dal crollo diga di Nova Kakhovka con i letti dei fiumi circostanti abbastanza asciutti da sostenere un attacco attraverso il fiume da parte di considerevoli forze ucraine, visto che la maggior parte delle posizioni difensive russe e tutti i loro campi minati sono stati spazzati via dalle acque e non ci sarà tempo tempo per ricostruire difese sufficienti ad impedire un attraversamento. Ad oggi non è ancora on è ancora chiaro se l’UAF riuscirà a catturare la centrale atomica di zaporizhzhia– con il rischio di catastrofe nucleare se uno qualsiasi dei reattori viene danneggiato -, ma teoricamente potrebbe dare all’Ucraina una vittoria da portare sul tavolo della riunione NATO. E’ vero che le forze ucraine hanno avuto un certo successo nel settore di Velka Novoselka, conquistando tre insediamenti, ma il successo dell’11 giugno non ha finora portato ad ulteriori conquiste e comunque la zona di sicurezza russa ancora a circa 10 chilometri dalla loro prima linea difensiva. Ma a questo punto sorge un problema ancor più grosso: cosa farà la Russia una volta che questa offensiva si sarà conclusa?Tre le ipotesi avanzate da esperti ed analisti. La prima che Putin cerchi di mantenere le linee così come sono attualmente e una volta che il potere d’urto dell’Ucraina sarà culminato, intenda negoziare la fine dei combattimenti consolidando il controllo del territorio attualmente occupato. La secondache lanci un successivo attacco, mentre l’Ucraina è indebolita e prima che possa costruire posizioni difensive. Non a caso Putin ha dichiarato martedì 13 giugno, che la Russia aveva aggiunto alla sua armata 156.000 soldati dallo scorso febbraio e che la capacità di costruzione di armi sia aumentata di 2,7 volte nell’ultimo anno. Inoltre ha affermato che non avrebbe tentato di catturare Kyiev, ma non ha escluso di occupare altro territorio ucraino in difesa della Belgorod russa. In terzo luogo,se i rapporti dei servizi segreti ucraini dello scorso febbraio sono corretti, la Russia avrebbe 300.000 soldati impegnati all’interno dei confini ucraini e altri 250.000 altri addestrati per un’offensiva , quindi Putin potrebbe ancora avere una considerevole forza di riserva che non ha ancora impegnato . Quindi, anche se è impossibile accertare l’attuale dimensione della riserva strategica di Mosca, non si può escludere che Putin possa ordinare una grande controffensiva per catturare un territorio o una città importante quando l’offensiva di Kiev si sarà esaurita. Ciò che entrambe le parti potrebbero fare in futuro non è noto, ma esiste una serie abbastanza ampia di possibilità, anche se il giudizio pressoché comune degli analisti è che l’Ucraina non può vincere questa guerra. Anche se le forze di Zelenskyj con l’offensiva ottenessero dei vantaggi dovranno ricostituire una nuova forza offensiva prendendosi almeno altri nove mesi. Il problema è che anche la Russia si ricostruirà in quegli stessi nove mesi, avendo milioni di uomini in più da cui attingere, tutte le risorse naturali e la capacità industriale necessarie per produrre le armi e le munizioni. L’Ucraina, d’altra parte, dipende completamente dall’Occidente per fornire ogni carro armato, proiettile, drone, missile e gallone di carburante di cui avrebbe bisogno per continuare la guerra, e ogni mese diventa meno probabile che l’Occidente continui per l’eternità dando veramente all’Ucraina tutto ciò di cui ha bisogno “per tutto il tempo necessario” come affermato da Biden. Ecco perché Zelnsky vuole sedersi al prossimo vertice NATO a Vilnius in luglio, con qualche risultato sul tavolo. Teoricamente la linea di condotta più prudente per l’Ucraina sarebbe quella di trovare l’equilibrio tra ottenere ora tutto ciò che può, senza rischiare di perdere forza per impedire una nuova avanzata russa e cercare di porre fine ai combattimenti nelle migliori condizioni possibili. A nostro giudizio ciò non la trasformerebbe in un’entità sottomessa a Mosca, poiché Kiev continuerebbe a essere libera di formare la propria capacità di difesa nazionale e impegnarsi con l’Europa per sviluppare la sua economia a lungo termine. Ignorando queste realtà, tuttavia, e insistendo per la vittoria militare, continuando a rifiutare qualsiasi considerazione per un accordo negoziato, l’Ucraina rischia di perdere molto più di quanto abbia fatto finora. Ma probabilmente Washington non la pensa allo stesso modo.
aggiornamento la guerra di Putin ore 14.13
