Esteri

Macron e XI, un incontro poi non tanto storico

di Giuliano Longo

Xi – il leader cinese più potente dai tempi di Mao Zedong – è accusato dai governi occidentali di aiutare Vladimir Putin a condurre la guerra in Ucraina fornendo tecnologia e attrezzature all’esercito russo. Questo significa che  l’Unione Europea e Pechino sono sull’orlo di una vera e propria guerra commerciale?

Veniamo ai fatti più recenti. Macron ha spinto Bruxelles a essere dura con la Cina per aver inondato il mercato con veicoli elettrici a basso costo. In cambio, Xi sta minacciando di imporre tariffe sul cognac, un gesto che ha lasciato sintomi da post sbronza al presidente francese e alla sua industria locale dei liquori.

Tuttavia è facile cogliere il messaggio inviato all’Europa dalla decisione di Xi di recarsi da Parigi, ma anche  in Serbia e poi in Ungheria,  paesi centro del Centro Europa e dei Balcani, notoriamente in  buone relazioni con Putin. Che è un po come dire “badate che l’Europa non è solo Parigi’ Senza poi contare la Germania che in Cina fa la parte del leone

Il cilelo si è annuvolato dopo la visita di stato di Macron in Cina, poco più di un anno fa, quando gli studenti cinesi gridavano “ti amo Macro e i due leader sembravano pappa e ciccia.

Certamente nel frattempo la Cina di Xi, ha accolto con favore con favore l’appello di Macron per una “autonomia strategica”europea, probabilmenmte interpretandolo a suo uso e consumo, come un’espressione di sentimento anti-americano.

Ma i tempi sono cambiati. Non solo Macron ha ipotizzato reazioni europee più incisive  di fronte alla minaccia commerciale della Cina all’industria della UE, ma ora  è una delle voci più aggressived’Europa sulla guerra di Putin.

Ma negli ultimi mesila Francia ha spinto la Commissione Europea ad assumere anche  una posizione decisa contro il dominio di Pechino sulla tecnologia verde del futuro, comprese le auto elettriche. E xi sa perfettamente che dietro a questa svolta à la Carte, c’è la manina del Presidente francese,

Dopo che la Commissione Europea ha lanciato un’indagine anti-sovvenzioni contro i veicoli elettrici prodotti in Cina in ottobre,Pechino ha deciso di non prendere di mira le case automobilistiche tedesche che hanno una massiccia presenza aziendale in Cina, ma di adottare invece misure per colpire il cognac francese.

A gennaio Pechino ha avviato un’indagine antidumping sui produttori europei di liquori. I marchi francesi di brandy e cognac di lusso rappresentano il 99% di tutte le importazioni cinesi di questi liquori.

Ma sulla Russia i colloqui saranno ancora più difficili .

Xi ha più volte definito Putin il suo migliore amico. Si è anche ripetutamente rifiutato di fare qualsiasi cosa per fermare l’invasione sulla dell’Ucraina  e ha fornito alla Russia tecnologie militari a duplice uso, componenti per la costruzione di armi e  secondo gli Stati Uniti, immagini satellitari di valore strategico.

A Parigi, Macron fornirà a Xi la sua “analisi degli sviluppi del conflitto e comunicherà le posizioni ucraine(come se Zelensky non bastasse da solo)”. Il presidente francese solleverà inoltre preoccupazioni riguardo alle attività di alcune società cinesi che potrebbero essere direttamente coinvolte o contribuire allo sforzo bellico russo.

Ma il mondo non finisce con Macron e con il grandeur della Francia.

Il 1° maggio, l’ex vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Matthew Pottinger ha dichiaratoche la Cina ha già oltrepassato la linea rossa tracciata dagli Stati Uniti riguardo al sostegno di Pechino alla guerra della Russia in Ucraina.

Pottinger ha ricordato che, nel 2013, l’allora presidente Barack Obama aveva tracciato una linea rossa simile per la Siria. La Siria lo ha ignorato e Obama non ha dato seguito al suo avvertimento.

Questa esitazione degli Stati Uniti, ha sostenuto Pottinger, ha spinto il presidente russo Vladimir Putin a prendere il controllo della Crimeanel 2014. Gli Stati Uniti non sono intervenuti neanche in quel momento.

La settimana scorsa, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha visitato Pechinoe ha affermato che la Cina dovrebbe cessare il suo sostegno militare alla Russia o rischierebbe di essere espulsa dal sistema SWIFT,il sistema di pagamento incentrato sugli Stati Uniti che attualmente controlla circa il 90% di tutti gli scambi finanziari globali.

Questo potrebbe rappresentare un duro colpo per la Cina, la più grande potenza commerciale del mondo, ostacolando il suo commercio e l’accesso ai cambi esteri. La domanda è: gli Stati Uniti agiranno e, se sì, cosa faranno? Oppure la Cina si adeguerà e, se sì, come?

È possibile che la Cina tergiversi  il più a lungo possibile, o almeno fino alle elezioni presidenziali americane di fine novembre. Anche perchè molti ipotizzano che Trump potrebbe concludere un accordo con la Russia e forse anche con la Cina se vincesse le elezioni. Allora perché il presidente cinese Xi Jinping dovrebbe decidere prima?

A parte questo, Pechino cercherà di usare ogni leva possibile per mantenere a galla la Russia e la guerra in Ucraina in corso. Pechino non vuole che la Russia concluda un accordo separato con gli Stati Uniti alle sue spalle e contro i suoi interessi.

Il rischio soprattutto  è  che l’Europa perda capra e cavoli,ovvero le floride relazioni economiche con la Cina e la possibilità che il processo per la pace in Ucraina pass sopra la sua testa, soprattutto se Trump dovesse vincere le presidenziali.

D’altra parte la Cina il su piede in Europa lo vuole mantenere fermamente ma qualche punto lo deve pur cedere ,anche se il vero convitato di pietra nei rapporti con Pechino, sono gli Stati Uniti e Macron distaccato di qualche lunghezza

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