“La distruzione degli impianti nucleari (durante gli attacchi di giugno da parte di Stati Uniti e Israele) non fermerà l’Iran, poiché il Paese li ricostruirà con più forza e determinazione di prima”. Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian durante una visita all’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran. “Adottare tecnologie avanzate ed entrare nella competizione globale è vitale per il nostro Paese, ma le potenze arroganti cercano di privare le nazioni indipendenti, incluso l’Iran, dell’accesso alle tecnologie moderne, mantenendole dipendenti dalle proprie industrie”, ha affermato il leader iraniano citato dall’Irna. “Le potenze mondiali affermano che il programma nucleare iraniano non è pacifico e usano questa affermazione come pretesto per ostacolare il progresso del Paese”, ha aggiunto. Intanto però va detto che la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che il ministero degli Esteri ha ricevuto messaggi sulla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti. “Ulteriori dettagli sulla natura e il contenuto di questi messaggi saranno forniti a tempo debito”, ha aggiunto, secondo Mehr. L’Oman, in qualità di intermediario tra Iran e Stati Uniti, ha invitato i due Paesi a riprendere i colloqui. Muscat ha ospitato numerosi round di colloqui sul nucleare tra i due Paesi, il sesto dei quali è stato interrotto dalla guerra di 12 giorni tra Iran e Israele. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sottolineato ieri che l’Iran è pronto a impegnarsi in colloqui “indiretti” con gli Stati Uniti, ma non abbandonerà l’arricchimento dell’uranio e non negozierà sul suo programma missilistico.
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