Con tre bufere di vento, tornado e trombe d’aria al giorno in Italia nell’ultima settimana sale il conto degli incidenti provocati da alberi a terra e rami spezzati che hanno provocato danni e feriti in una situazione in cui si contano oltre 40mila alberi pericolanti. E’ quanto afferma la Coldiretti sull’ultimo rapporto sugli interventi dei vigili del fuoco per rimuovere tronchi, tagliare rami o mettere in sicurezza piante a rischio caduta nelle città. Dalle due bufere di vento registrate in tutto il gennaio del 2022 – spiega Coldiretti – si è passati ai 21, fra tornado e trombe d’aria dell’ultima settimana di questo mese del 2023 secondo i dati elaborati dalla Coldiretti dell’European Severe Weather Database (Eswd). Una situazione critica figlia dei cambiamenti climatici che si incrocia con una gestione del verde pubblico non sempre in grado – denuncia la Coldiretti – di garantire il benessere delle piante e la sicurezza dei cittadini. Le piante sferzate dal vento e sotto il peso della neve – evidenzia Coldiretti – cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità. Ma i cambiamenti climatici hanno anche favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall’estero che – continua la Coldiretti – ha conseguenze catastrofiche sul verde, ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. I mesi più pericolosi per la caduta degli alberi – spiega Coldiretti – sono nell’ordine luglio, agosto e al terzo posto proprio gennaio. Milano, Monza, Ancona, Trieste e Napoli sono le province italiane che in un anno, secondo il rapporto 2022 dei vigili del fuoco, hanno registrato la maggiore incidenza di interventi per alberi pericolanti fra 5 e 10 ogni dieci chilometri quadrati. In seconda fascia – riferisce Coldiretti – troviamo, fra gli altri, territori come le province di Roma, Latina Perugia, Venezia, Pistoia, Ravenna, Vivo Valentia e Livorno che hanno registrato da 3 a 5 interventi ogni dieci chilometri quadrati di territorio.
