Esteri

Marocco, il bilancio del terremoto è apocalittico, quasi 2.500 le vittime

 

In Marocco il bilancio delle vittime è salito a 2.497 e continua a crescere dopo il terremoto di magnitudo 6.8, avvenuto nella tarda serata di venerdì. Lo riporta l’agenzia di stampa Afp. La prima squadra dei Vigili del Fuoco Uniti Senza Frontiere (Bomberos Unidos Sin Fronteras, BUSF) è già al lavoro nell’area del sud del Marocco colpita dal terremoto di magnitudo 6,8 avvenuto sabato, che ha causato oltre 2.300 morti e migliaia di feriti. L’Organizzazione non governativa è attiva in ambito iberoamericano. Alcune città e villaggi nelle zone montagnose più colpite fuori da Marrakesh sono stati completamente rasi al suolo, mentre cresce la frustrazione della popolazione locale per gli scarsi aiuti giunti per l’estrazione degli eventuali sopravvissuti dalle macerie, poiché le squadre di intervento faticano a portare i macchinari nelle aree remote, riferisce la Bbc. A Marrakech, l’operatrice ospedaliera Manel, ripresa dall’emittente britannica, ha spiegato di aver perso 10 parenti nel terremoto, nei villaggi fuori città dove l’accesso è difficile: “Non possiamo fare nulla da ora perché volevamo andare ad aiutare ma non possiamo perché la strada è interrotta. Dovrebbero aprire le strade. Per ora non abbiamo altre informazioni perché Internet e tutto il resto là non funziona”. Mentre il Re Mohammed VI ha chiesto alle autorità e ai cittadini di pregare in tutte le moschee del Regno, monta la polemica per gli aiuti. Il Marocco ha confermato di aver accettato squadre di soccorritori soltanto da quattro Paesi – la Spagna, il Regno Unito, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar – mentre tutte le altre persone che stanno aiutando sono volontarie. La denuncia arriva anche dal presidente della Ong francese Secouristes sans Frontières, Arnaud Fraisse: “Normalmente avremmo preso un aereo che decollava da Orly un minuto dopo il sisma. Purtroppo non abbiamo ancora l’accordo del governo marocchino”. Ma la ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna, ha respinto stamattina – in un’intervista a BFM TV – qualsiasi tensione fra Rabat e Parigi, smentendo l’esistenza di una “querelle” fra i due governi. La ministra ha invitato a “rispettare” le decisioni del Marocco, che è “un Paese sovrano”, che ha deciso di “dare la priorità all’arrivo degli aiuti, rivolgendosi ai Paesi disponibili caso per caso e non ricevendo aiuti che non corrisponderebbero alle sue necessità”. Da molti Paesi è comunque partita la gara di solidarietà. L’Algeria ha proposto un piano urgente per fornire aiuti, qualora Rabat volesse accettarlo visto i rapporti con i vicini. L’Italia, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, si è detta pronta a inviare aiuti e team sanitari. Come hanno fatto la Francia, la Turchia e gli Stati Uniti. Ed è arrivato il via libera della Commissione europea ai primi aiuti umanitari, per un totale di un milione di euro. Solo a Marrakech, afferma l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), sono in 300mila ad aver bisogno di aiuto.

aggiornamento terremoto Marocco ore 13.46

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