“La posizione espressa dai dem sulla riforma dei poteri speciali per Roma non è comprensibile. L’ho detto in un’intervista uscita stamane e lo confermo. Nel centrosinistra mi pare continui a non esserci intesa su niente”. Lo dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, commentando l’astensione del Partito democratico sulla riforma costituzionale per Roma Capitale in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.
“La legge ordinaria, che è asimmetrica rispetto alla riforma costituzionale per definizione, deve fare solo due letture contro le quattro della seconda peraltro con almeno tre mesi di distanza da una all’altra. Non tratta poi solo di risorse, come ha lasciato intendere il Pd, ma dell’organizzazione della città, dei poteri decentrati ai Municipi e del loro potenziamento qualitativo per assolvere alla disperata domanda di efficienza dei servizi da parte dei cittadini. Rispetto ai finanziamenti, tutto si può dire – aggiunge – tranne che in questi anni il governo non abbia riempito d’oro il Campidoglio riconoscendo oltretutto al sindaco il ruolo di commissario con poteri straordinari su varie materie e lasciandolo inaugurare tutte le opere in piena solitudine senza fargli ombra, come se fossero finanziate dal Comune invece che dal governo nazionale. Per questo la postura del Pd è incomprensibile e la reazione della premier Giorgia Meloni è pienamente giustificata”. “Non c’era alcun accordo sulla contestualità ma unicamente sulla volontà di approvare la legge attuativa entro fine legislatura. A noi – sottolinea Rampelli – interessa solo che non ci sia solo un’autorità centrale a governare i processi perché il gigantismo di Roma collide con l’efficacia di una amministrazione solerte. La pulizia dei quartieri, la manutenzione del verde e dei marciapiedi, la gestione di tutti i servizi dei quali necessita una metropoli moderna hanno bisogno di decentramento. Per noi il problema è come i diritti dei cittadini siano rappresentati e siamo i primi a chiedere che ci sia una legge ordinaria che agisca in tandem con i poteri speciali”. “Per non far emergere una spaccatura così rilevante all’interno della coalizione, in particolare con il M5S, è stata fatta la furbata di prendere le distanze con l’astensione: il solito caos a sinistra, dove non si va d’accordo neppure sull’ora esatta. Mi auguro ci sia un veloce chiarimento per poter riprendere e migliorare il testo della riforma”, conclude.
