“Annuncio che la maggioranza presenterà in aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina è subordinato a due condizioni: rilascio degli ostaggi ed esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all’interno della Palestina”. Lo dice Giorgia Meloni, a margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Io non sono contraria al riconocimento della Palestina, però dobbiamo darci le priorità giuste. Spero che un’iniziativa del genere possa trovare anche il consenso delle opposizioni”, precisa. “Io personalmente continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina, in assenza di uno stato che abbia i requisiti della sovranità, no risolve i problemi e non produce risultati concreti per i palestinesi. Può essere un efficace strumento di pressione politica? Lo capisco, ma pressione su chi? Io penso vada fatta su Hamas, perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che questa guerra finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi”, conclude Meloni. Ma per la segretaria del Pd Elly Schlein “non è il momento di giochi di prestigio e delle prese in giro”, mentre per il leader del M5s Giuseppe Conte “l’ultima ‘trovata’ di Meloni è un misero espediente che conferma l’ignavia del nostro governo”. Per il leader del M5s, “il riconoscimento di uno Stato è un atto formale, che in questo caso ha anche un alto valore simbolico oltreché politico. O lo fai o non lo fai. Perché l’Italia non può unirsi ad altri 150 e più Paesi che hanno già riconosciuto lo Stato della Palestina? L’ipocrisia del nostro Governo che continua a stare al fianco di Netanyahu è oscena. Se l’Italia non si affretta non ci saranno più le condizioni per il riconoscimento: semplicemente perché non ci sarà più la popolazione palestinese”.
