Esteri

Messico, una donna presidente per la prima volta nella storia del Paese

Una donna, Claudia Sheinbaum, nipote di emigrati ebrei bulgari, è la nuova presidente di sinistra  del Messico che ha  ha battuto un’altra donna la conservatrice Xóchitl Gálvez, con il 59% dei voti contro il 28%.

 

Ma la rivoluciuon non sta tanto nella scontata vittoria  della sinistra messicana, ma dal peso che le donne hanno asunto  ai vertici del Paese guidando  la Corte Suprema,  la banca centraledel Messico e 13 governatori, anzi governatrici, sui 31 degli Stati della Federazione.

 

Una rivoluzione per un Paese tradizionalmente considerato machista e dove in narcos o i padroni del traffic di donne ne hanno ucciso o fatte sparire centinaia, e la  matanza continua.

 

Da anni il movimento femminile esercita pressioni  per costringere i partiti a fissare quote per le candidate donne dagli anni 80, dopo la caduta dei regimi autoritari, per lo più sostenuti dagli Stati Uniti.

 

L’impronta femminista ha contraddistinto questa campagna presidenziale con lo slogan  di Sheinbaum  scandiva “È tempo per le donne”,mentre la sua avversaria Gálvez affermava  di avere le “ovaie”per affrontare la criminalità organizzata..

 

Le  donne messicane hanno guidato una rivoluzione politica già con  l’attuale presidente del Messico, Andrés Manuel LópezObrador di sinistra che introdusse un precedente nel 2000 quando divenne  sindaco di Città del Messico. Allora fra i primi atti   nominò un governo con il 50% al femminile e la signora Sheinbaum, un ingegnere ambientale, fu  il suo segretario all’ambiente.

 

Da tempo una coalizione di donne politiche, attiviste, avvocatesse e accademichefaceva pressione sul Congresso affinché adottasse inizialmente quote femminili al 30%, per passare al 40 e poi al 50.

 

Nel 2019, il Messico, che a livello politico di machista ha ben poco,  ha approvato un emendamento costituzionale che prevede “parità in tutto”,quindi candidature per tutte le cariche elettive e posti ai vertici  dei rami esecutivo e giudiziario.

Quando l’emendamento fu approvato, López Obrador era già presidente e la  Sheinbaum era diventata sindaco di Città del Messico.

 

La candidatura della Sheinbaum non ha creato né sorpresa né clamore non solo perché la sua carriera politica si è affermata  all’ombra di Obrador, ma anche perché tutta la sua campagna elettorale è stata impostata sui diritti delle donne.

 

È difficile valutare se il genere di l’abbia aiutata alle elezioni perché anche la sua principale rivale era una donna. L’unico uomo  in corsa era Jorge Álvarez Máynez, candidato di un piccolo partito di centrosinistra, che ha ottenuto l’11% dei voti.

 

Come sindaco, il suo femminismo fu piuttosto moderato tanto da criticare le grandi manifestazioni del 2019 per protestare contro i femminicidi che portarono  a dei gravi disordini..

 

Nel 2021, un gruppo di donne prese il controllo di un’importante rotatoria di Città del Messico, erigendo una statua di una ragazza con il pugno alzato, ribattezzata  il sito “Piazza delle Donne che Combattono”.

 

Ma anche  López Obrador di sinistra, non  ha avuto sempre  un rapporto facile  con le femministe, ma sostenendo Sheinbaum  alla presidenza ha dimostrato  che il suo femminismo si fosse in qualche modo radicalizzato.

 

Per quanto riguarda le relazioni con gli Stati Uniti, la neopresidente ha detto che proverà a garantire “un rapporto di amicizia e rispetto reciproco”.Ma in riferimento ai molti messicani che vivono e lavorano negli Stati Uniti, ha promesso di “difendere sempre i messicani che si trovano dall’altra parte del confine”.

 

Balthazar

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