La guerra di Putin

Minsk, perché Lukashenko ha deciso di concedere la grazia all’ingrosso

Il 13 dicembre, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko (nella foto) ha graziato 123 prigionieri politici nell’ambito di un accordo con gli Stati Uniti per revocare le sanzioni contro il suo Paese.

Tra i prigionieri graziati figurano la leader dell’opposizione Maria Kolesnikova, l’ex candidato presidenziale Viktor Babaryka e il premio Nobel Ales Bialiatski. Questo accordo ha segnato la concessione di grazia più numerosa  dopo l’insediamento di  Donald Trump nell’estate del 2025, segnando un ulteriore passo verso la normalizzazione delle relazioni tra Washington e Minsk.

Gli Stati Uniti hanno promesso a Lukashenko la revoca di tutte le sanzioni in cambio del futuro rilascio di oltre mille prigionieri politici ancora nelle carceri bielorusse.

L’agenzia Reuters il 26 novembre aveva riferito per la prima volta di un’amnistia su larga scala pianificata per i prigionieri politici che all’epoca riguardava 100 detenuti anche se l’agenzia non aveva rivelato i loro nomi né una possibile data di rilascio, ma riferiva che l’accordo faceva parte di una più ampia strategia statunitense volta a rafforzare i legami con la Bielorussia e a ridurre la sua dipendenza strategica dalla Russia.

La decisione di graziare 123 persone, tra cui le figure più importanti dell’opposizione bielorussa, è stata infine annunciata dopo due giorni di colloqui tra il presidente bielorusso e il nuovo inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti, John Cole.

Il loro incontro non è stato  il primo: Cole aveva visitato Minsk già prima della sua nomina ufficiale a vice inviato speciale e allora, dopo cinque ore di colloqui con Lukashenko, fu annunciato il rilascio di 52 persone in cambio della revoca delle sanzioni contro Belavia, compagnia aerea di bandiera del Paese.

Contemporaneamente gli Stati Uniti hanno revocate le sanzioni imposte nel 2021 che  colpivano prevalentemente i fertilizzanti potassici che rappresentano il 20% di quel mercato globale e che Minsk aveva dirottato verso Russia e Cina.

Lo stesso Cole ha dichiarato che con l’avvicinamento dei due Paesi e la normalizzazione delle loro relazioni, si apre la possibilità del rilascio di altri mille oppositori arrestati  dopo le elezioni presidenziali del 2020, condannate a pene detentive pluriennali per vari capi d’imputazione. Tra i cittadini graziati figurano anche cittadini di altri Paesi, compresi quelli condannati per spionaggio.

La maggior parte dei rilasciati sono stati trasferiti in Ucraina, e altri nove in Lituania. Il trasferimento di esponenti dell’opposizione graziati e di stranieri in altri Paesi è da tempo una prassi consolidata a Minsk, ma in precedenza i prigionieri politici venivano trasferiti principalmente in Lituania, e l’Ucraina non era mai stata coinvolta in tali transazioni.

Secondo la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya, ha cambiato rotta all’ultimo minuto quando  l’Ucraina, inizialmente non disponibile, ha subito le pressioni della sua opinione pubblica per accogliere la dissidente.

Un cambio di destinazione probabilmente motivato anche dai pessimi rapporti fra Lituania e Bielorussia. Infatti Vilnius accusa Minsk di aver lanciato palloni meteorologici sul suo territorio  definendolo un attacco ibrido.

In effetti, nel tardo autunno, Vilnius aveva assistito a numerosi casi di lancio di palloni meteorologici contenenti sigarette e altri beni da parte di  contrabbandieri che con questo originale sistema li stavano contrabbandando illegalmente per via aerea anziché via terra.

Alla fine, i palloni sono diventati così numerosi da provocare ripetutamente alla chiusura dell’aeroporto di Vilnius e, infine, alla dichiarazione dello stato di emergenza nel Paese. Secondo John Cole anche questo argomento con Lukashenko, che “ha accettato di fare tutto il possibile per fermare i lanci di palloni”.

Nel complesso, il percorso negoziale con Minsk – già aperto dall’inviato speciale statunitense per l’Ucraina Keith Kellogg a giugno e trasferito a John Cole questo autunno –  presenta diversi aspetti politici.

Gli Stati Uniti considerano la Bielorussia un potenziale canale di comunicazione con Mosca per la  soluzione del conflitto ucraino, grazie agli stretti legami di Lukashenko con Vladimir Putin, per  questo motivo, il ripristino delle relazioni bilaterali è iniziato con la visita dell’inviato speciale in Ucraina nel giugno 2025. La risoluzione del conflitto è parte integrante dei negoziati tra le delegazioni statunitensi a Minsk.

Il secondo percorso è il rilascio dei prigionieri politici in cambio della revoca delle sanzioni alle principali aziende bielorusse e, infine, una normalizzazione generale, che, a lungo termine, consentirà a Minsk di compensare parzialmente la sua dipendenza economica e logistica dalla Russia, una dipendenza acuita dal suo isolamento internazionale.

GiElle

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