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Mosca sposta gli armamenti delle sue basi in Siria alla Libia

 

Secondo il Wal Street Journal riporatto dalla agenzia di stampa Nova, aerei cargo russi hanno trasportato equipaggiamenti di difesa aerea, tra cui radar per i sistemi intercettori S-400 e S-300, dalla Siria alle basi nella Libia orientale controllate dal comandante in capo dell’Esercito nazionale libico (Enl), Khalifa Haftar, sostenuto dal Cremlino. . Secondo fonti citate dal quotidiano, i russi starebbero valutando se potenziare le strutture delle quali in parte già dispongono a Tobruk per ospitare le navi da guerra russe.

La notizia di questi spostamenti è rivelata significativamente anche dall’emittente televisiva al Jazeera secondo la quale sabato scorso un aereo cargo russo è partito dalla base siriana di Hmeimim, diretto in Libia. Un funzionario dell’ex regime siriano ha aggiunto che altri aerei russi dovrebbero decollare da questa base nei prossimi giorni, ma non ha fornito alcuna notizia sullo scopo di questi voli.

La perdita da parte della Russia della base aerea siriana di Hmeimim e della base navale di Tartus non sarà solo un problema logistico militare, ma rappresenterà anche un grave ostacolo geopolitico per Mosca, che utilizza queste due basi dal 2015 per rafforzare la propria influenza in Medio Oriente e nel Mediterraneo.

Mosca sta valutando diverse opzioni per garantire la continuità della sua posizione strategica nel continente africano spostando semplicemente le sue strutture dalla Siria alla Libia orientale, in particolare nel porto di Tobruk e l’aeroporto di Bengasi, facendo affidamento sul suo alleato, il colonnello, Khalifa Haftar” che avversa l’attuale governo di Tripoli.

Ma l’utilizzo della Libia presenta importanti sfide dal punto di vista logistico, poiché gli aerei russi da trasporto pesante non possono volare direttamente dalla Russia alla Libia a pieno carico senza fermarsi per fare rifornimento, il che limiterebbe notevolmente la loro utilità.

Ma Mosca stava anche contrattando da tempo con il governo locale la presenza di una base militare sul Mar Rosso a Port Sudan, opzione oggetto di negoziati tra la Russia e le autorità sudanesi e nel 2020..

Una base a Port Sudan garantirebbe una posizione strategica sul Mar Rosso, con accesso diretto alle rotte commerciali che collegano Europa, Asia e Africa, ma nelle circostanze attuali la fattibilità di questo progetto rimane a rischio a causa della guerra civile in corso.

Sebbene Mosca sia in contatto con Haftar dal 2017, gli inizi della presenza militare russa in Libia sono avvenuti durante l’attacco contro la capitale Tripoli, con l’impiego membri della compagnia mercenaria “Wagner”.

A metà luglio, i vertici delle milizie di Haftar hanno annunciato di aver organizzato una cerimonia di ricevimento ufficiale per due fregate militari russe, mentre le autorità italiane esprimevano per la costruzione di una base navale russa a Tobruk, al largo delle coste europee.

Questa base militare consentirebbe il transito via terra e via aerea attraverso la base di Al-Kharouba, nell’est del Paese, in due direzioni: la prima verso la base di Qardabiya a Sirte la seconda verso Al-Jufra.

Al-Qardabiya a Sirte si trova sul lato opposto della costa meridionale europea, mentre Al-Jufra si trova al centro del sud, ed è una delle basi militari libiche più importanti dove si concentra la presenza russa.

Attraverso questa base è possibile raggiungere le basi di Barak al-Shati a Sebha e Kufra, al confine con il Sudan, nonché i confini meridionali della Libia che collegano con il Niger e il Ciad che intrattengono rapporti più che amichevoli con Mosca..

Queste notizie indicherebbero che Mosca sta tentando Secondo di compensare la perdita dei suoi siti militari in Siria con quelli in Libia, ma il sospetto non infondato è che il trasferimento di mezzi e attrezzature nell’area di Tobruk non può che essere concordato sotterraneamente con la Turchia in questo momento più intessata alla Siria che alla Libia pursostenuto il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli.

Si apre così un altro fronte geopolitico che non coinvolge solo il Mediterraneo, ma anche L’Africa.

GiElle

aggiornamento la crisi mediorientale ore 14.02

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